Fassino candidato centrosinistra a sindaco di Torino

PRIMARIE TORINO: VINCE FASSINO, AFFLUENZA RECORD

Alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra a sindaco di Torino vince Piero Fassino e il Pd tira un sospiro di sollievo scacciando il pericolo di farsi scippare un altro candidato.

Anche l’attuale sindaco Chiamparino, tra i principali sostenitori di Fassino, si prende la sua prima rivincita sul Partito democratico che nel capoluogo piemontese ha sempre seguito tiepidamente i suoi suggerimenti. Il responso delle primarie che si sono svolte ieri a Torino ha registrato il successo dell’ex segretario dei ds, che si e’ imposto con una percentuale superiore ad ogni previsione: il 55%. Hanno votato quasi 53mila torinesi (52922 per l’esattezza), contro i 39mila del 2009 (per la segreteria nazionale del Pd, che ha visto la vittoria di Bersani). E i seggi sono rimasti aperti oltre le ore 20 (fissate per la chiusura) per smaltire l’afflusso dei votanti.

Fassino ha ottenuto 29.297 voti, pari al 55,28% doppiando Davide Gariglio che ha ottenuto 14.516 voti; 27,39%, alle loro spalle Gianguido Passoni (6.585 voti; 12,42%); Michele Curto (2.199 voti; 4,15%) e Silvio Viale (405 voti; 0,76%).

”Un risultato straordinario – ha commentato il vincitore in riferimento all’alta affluenza – pari soltanto alle primarie nazionali per Prodi. E fa giustizia di molte parole troppo superficiali sulle primarie. Quando i cittadini vengono chiamati a decidere e hanno certezza che il loro voto conta i cittadini ci sono. In tempi in cui il rapporto tra cittadini e politica e’ spesso critico – ha osservato Fassino – questo risultato fa bene. Fa bene a Torino, al centro sinistra e fa bene alla democrazia italiana”. Fassino e’ risultato primo nei seggi scrutinati con percentuali quasi sempre superiori al 50% e talvolta superiori al 60%. ”Sento la responsabilita’ di questo risultato – ha commentato Fassino – voglio ringraziare gli altri competitori. Anche loro hanno contribuito, con il loro impegno a far si’ che le primarie avessero successo. Da domani costruiremo il progetto per il futuro di Torino per presentarci in modo forte e vincente alle elezioni di maggio”. Una vittoria che secondo Fassino rafforza le ambizioni del centrosinistra di competere al Nord sul federalismo con la Lega.

”Torino e’ una citta’ del nord governata dal centrosinistra e c’e’ da rilanciare con forza una battaglia del centrosinistra nel nord per un’idea di Italia che non sia corporativa ed egoista. Torino ha le carte in regola per giocare questo ruolo. Se saro’ eletto sindaco e’ mia intenzione far si’ che Torino si assuma la responsabilita’ di rilanciare l’iniziativa del centro sinistra nel nord del paese”.

Davide Gariglio, principale sfidante di Fassino, non nasconde un po’ di amarezza: ”Pensavamo di prendere di piu”’. Dopo giorni di polemiche al vetriolo ha telefonato a Fassino per complimentarsi. Promette collaborazione al candidato sindaco precisando che ”abbiamo comunque ottenuto un risultato importante che faremo pesare” e sottolinea: ”Mi e’ spiaciuta la bassa affluenza delle persone giovani.

Questo e’ un dato che non mi ha favorito e che ci interroga sulla nostra capacita’ di veicolare forze giovani”.

Soddisfatto invece Gianguido Passoni, esponente della sinistra, ma non sostenuto ufficialmente da nessun partito, e comunque la rivelazione di questo voto. ”In soli dieci giorni di campagna elettorale e’ un risultato eccezionale”.

Cosi’ come e’ soddisfatto Michele Curto, giovane candidato dell’associazione donciottiana Libera, che sottolinea comunque un ”deficit di partecipazione dei giovani”.

Tutto previsto invece per Silvio Viale, ginecologo sperimentatore della pillola del giorno dopo che si aspettava quanto e’ successo. Canta vittoria anche il Pd, che ha portato al successo un suo candidato e ha scacciato il fantasma di un flop di affluenza. Paola Bragantini, segretaria cittadina, sottolinea che le regole delle primarie sono state apprezzate: ”Sono state primarie partecipate e vere – dice – c’erano delle regole precise e cittadini hanno apprezzato questo processo vero”. Gianfranco Morgando, segretario regionale, ammette lo scampato pericolo. ”Abbiamo garantito una buona offerta, diversificata – dice riferendosi ai due candidati del Pd Fassino e Gariglio -. A Torino ha prevalso la richiesta di continuita’ e sicurezza e ha vinto il candidato che a questa domanda ha dato la risposta migliore”. Ha di che compiacersi anche l’attuale sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che, dopo aver sostenuto in passato candidati risultati sconfitti alle primarie regionali (Gianluca Susta) e nazionali (Dario Franceschini) del partito, ha incoronato il suo probabile successore. Per lui mancano 75 giorni ”all’alba” (alla fine del mandato) come ama ironizzare.

E qualcuno ipotizza una staffetta con l’ex ministro tornato a far politica in citta’. ”Chiamparino e’ gia’ dirigente nazionale – commenta Fassino -, non c’e’ dubbio che e’ una risorsa di primo piano del partito democratico e mi auguro che assuma un ruolo sempre piu’ importante nel gruppo dirigente del Pd e del centrosinistra perche’ degli uomini come lui l’Italia ha bisogno”.

Un sorriso, finalmente semplice e naturale. Sono le 21 di ieri sera quando Piero Fassino si affaccia nella sala del suo comitato elettorale e si scioglie in un sorriso mentre i suoi fan lo acclamano: e’ ormai certo di aver vinto le primarie torinesi, e di aver scacciato il rischio di un insuccesso che ne avrebbe potuto decretare il declino politico. ”Piero in questa competizione si e’ giocato tutto”, dice l’ex ministro Cesare Damiano che si definisce ”fratello” di Piero e che lo sostiene dal primo momento. E forse per questo, in questi giorni di campagna elettorale l’ex leader dei Ds e’ sembrato teso piu’ del previsto. ”Chi gliel’ha fatto fare?” domanda un giornalista in tv. ”Amo la mia citta”’, risponde Fassino.

Ma alle 21 Fassino e’ raggiante, come solo lui puo’ essere: in modo misurato. E scarta un cioccolatino. Gli arrivano i primi quindici seggi scrutinati: ha vinto in tutti e quindici con percentuali superiori al 50% e talvolta superiori al 60%.

Quello che un’ora prima gli exit poll gli avevano indicato, una vittoria sicura con circa venti punti di scarto sul principale avversario, Davide Gariglio, si sta materializzando. Anche nel seggio di via Negarville, Mirafiori sud, dove il segretario e’ un fedelissimo di Gariglio, l’ex segretario Ds si afferma con piu’ il 62%. E’ fatta. Gariglio gli telefona: ”hai vinto tu”, come si fa tra avversari leali. ”Un atto di sensibilita’ di cui lo ringrazio” replica Fassino. Arrivano anche le congratulazioni di Bersani e di Prodi. Nel quartier generale di via Pietro Micca si affollano i fedelissimi, volti noti del partito, a cominciare da Cesare Damiano, Mimmo Luca’, Pietro Marcenaro. Arriva anche Tony Boccuzzi, l’ex operaio della Thyssenkrupp, un pezzo della ex giunta regionale Bresso con Angela Migliasso e Gianna Pentenero. Alcuni consiglieri comunali, Andrea Giorgis, Enzo Lavolta. La sala e’ anche piena di giovani, i suoi volontari: ”Sapevamo che avrebbero votato in tanti – spiega uno di loro Enzo Frammartino – abbiamo ricevuto moltissime telefonate di persone che ci chiedevano chiarimenti. Avevamo capito che erano le loro prime primarie. Fassino li ha chiamati al voto”. ”Che Fassino sia un politico romano e’ un’invenzione dei giornali – osserva Damiano -, lui non ha mai perso i contatti con questa citta’. Durante la campagna elettorale tantissima gente ai mercati continuava a chiamarlo Piero”.”Mi aspettavo grande affluenza – dice Fassino – e avevo avvertito simpatia e affetto attorno alla mia candidatura”. Alle 22 il candidato sindaco e’ nella sede del Pd in via San Francesco D’Assisi.

Incontra i quattro avversari sconfitti. Gariglio, che un po’ si rode per la sconfitta, lo abbraccia. Lo abbraccia pure Gianguido Passoni. E poi Silvio Viale e Michele Curto. Una giornalista gli ricorda che ”se sara’ eletto sindaco avra’ il problema del debito”: ”Lo risolveremo a tempo debito”, risponde con involontaria ironia. Ribadisce per l’ennesima volta che lavorera’ da subito per il programma e che chiedera’ la collaborazione dei suoi rivali alle primarie per vincere a maggio. Ormai la strada e’ in discesa: ”Non temo nessuno”, assicura.

da ASCA.IT

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