Airbus spaccato in volo

airbus restiL’aereo Air France si è spaccato in voloL’AF447 di Air France si sarebbe spaccato in pieno volo: è quanto sostengono gli esperti sulla base dei risultati delle autopsie effettuate su alcuni dei corpi delle vittime. Un portavoce della squadra medico-legale brasiliana ha riferito all’Ap in condizione di anonimato che i corpi delle vittime presentano fratture multiple alle gambe, alle anche e alle braccia. 

Secondo Frank Ciacco, esperto medico legale che ha lavorato in passato per l’Ufficio americano per la sicurezza dei trasporti (Ntsb), queste condizioni lasciano supporre che l’aereo si sia spaccato in pieno volo. Una tesi alimentata anche dal ritrovamento di grandi pezzi dell’Airbus A330 di Air France inabissatosi al largo del Brasile con 228 persone a bordo nella notte fra il 31 maggio e il primo giugno. 
Frank Ciacco osserva che i corpi e i rottami sarebbero più frammentati se il velivolo si fosse disintegrato all’impatto con l’acqua. “Normalmente, il ritrovamento di corpi intatti con fratture multiple – a braccia, gambe e anche – è un buon indizio che l’aereo si sia spaccato in volo, soprattutto se si hanno anche rottami di grandi dimensioni”.
Il quotidiano di San Paolo “O Estado de S. Paulo” aveva riferito oggi, citando inquirenti anonimi, di fratture multiple e del fatto che le vittime sarebbero state ritrovate senza o con pochi vestiti addosso. Questo stesso giornale in precedenza aveva riportato che i corpi non presentavano segni di ustioni. Jack Casey, consulente della sicurezza aeronautica ed ex inquirente, ha confermato che l’assenza totale o parziale di vestiti costituisce un indizio significativo.
“Se l’aereo si spacca in pieno volo, i vestiti vengono strappati”, afferma, aggiungendo che il tipo di fratture rafforza questa ipotesi. “Essere sbalzati fuori è come sbattere contro un muro di mattoni. Anche se si resta attaccati al seggiolino, è come essere schiacciati”, ha spiegato l’esperto che ha aggiunto: “Penso che la maggior parte di loro siano morti prima dell’impatto con l’oceano”.
Quando un aereo precipita in mare, come è stato il caso del Boeing 767 di Egypt Air nell’Atlantico dopo il decollo da New York nell’ottobre 1999 (217 morti), i rottami del velivolo e i corpi sono in mille pezzi, spiega ancora Ciacco. “In caso d’impatto sull’acqua, la frammentazione dei corpi è molto più evidente”.
da rainews24.it

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