Aldo Grasso l’eroismo quotidiano delle levatrici inglesi

aldo grasso 2L’eroismo quotidiano
delle levatrici inglesi

Desolation Row: l’eroismo quotidiano e l’innocente gaiezza delle levatrici, la denuncia sociale del degrado e della povertà delle Docklands, le prime politiche solidaristiche. Questo e altro è «L’amore e la vita – Call the Midwife», la nuova serie tv tratta dal libro Call the Midwife: A True Story of the East End in the 1950s , dell’ostetrica Jennifer Worth. Il memoir è il primo volume di una trilogia best-seller, pubblicato in Italia da Sellerio con il titolo «Chiamate la levatrice» (Rete4, domenica, ore 20.30).

«Call the Midwife» è una sorta di diario di una levatrice dell’East Side di Londra agli inizi degli anni Cinquanta. Alcune giovani ostetriche e le suore del convento anglicano di Nonnatus House compiono la loro missione nel quartiere più malfamato e povero di Londra, dove la parola proletariato ha ancora un senso: «I bambini erano ovunque. Le strade erano il loro parco giochi… gli edifici bombardati erano il posto ideale per i giochi avventurosi».

Prodotta dalla Neal Street Productions di Sam Mendes (American Beauty , Era mio padre , Skyfall ), ideata e sceneggiata da Heidi Thomas (Upstairs Downstairs ), la serie è stata trasmessa dalla Bbc con ottimi ascolti. È un perfetto esempio, magari un po’ old style, di fiction da Servizio pubblico: la perfetta ricostruzione storica, una materia cruda trattata senza compiacimenti pauperistici (grazie anche alla bravura della protagonista Jessica Raine che interpreta la giovane levatrice Jenny Lee), la nascita del Sistema sanitario nazionale.

L’aspetto più interessante della serie è che gli uomini non esistono. O meglio, non sono mai protagonisti (se non a letto): manca loro il fondamentale coraggio delle donne. Lavorano nei docks, il porto di Londra, ma, se non ci sono barche da scaricare, affondano la desolazione nell’alcol, fumano e attaccano briga. E fanno figli.

di Aldo Grasso da corriere.it

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