Aldo Grasso lo Speciale Tg1 scombinato da Minghi a Pasolini

aldo grasso 3Speciale scombinato
da Minghi a Pasolini

Il lancio era allettante: uno speciale sulle canzoni che hanno segnato la nostra vita, le canzoni che raccontano il loro tempo meglio di una ricerca sociologica, le emozioni nascoste fra le note… Lo Speciale del Tg1 era programmato per domenica alle ore 23.25. Lunga attesa e poi chi ti arriva? Amedeo Minghi, si proprio lui: «Come profumi, che gonna, che bella che sei,/che gambe e che passi sull’asfalto di Roma,/serenella in questo vento di mare e di pini…». Vabbè, dici, si poteva cominciare meglio ma il meglio doveva ancora venire.
Non è da ieri che abbiamo imparato ad attribuire alle canzoni pop il diritto di esprimere la nostra sacrosanta volgarità sentimentale. È in questo modo che la storia si dispiega a suon di musica; lo aveva già capito Domenico Paolella con «Canzoni di mezzo secolo», 1952; lo avevano già scritto sommi scrittori, quando sostenevano che le canzoni scatenano «l’effetto reminiscenza».
Anche Francesco Brancatelli mescola musica e cinema ma lo fa in modo così velleitario che non si capisce bene se stia parlando di canzoni o di film. Soprattutto non si capisce dove voglia andare a parare. Ne esce uno scombinato centone di luoghi comuni, storici e culturali. Si passa da Minghi ai Comizi d’amore di Pasolini, dal boogie boogie a Nanni Moretti, dal twist al Cantagiro, dai Nomadi a Valle Giulia, da Aldo Moro a Elvis Presley. Un’intervista al grande Peppino di Capri viene buttata via sul molo Beverello, a Napoli, da dove partono gli aliscafi per le isole.
Domenica, su La Lettura del Corriere ho letto l’elogio dell’ipocrisia di Alessandro Piperno. Gran bel pezzo, dove si smonta le retorica del pane al pane. L’elogio dell’ipocrisia vale anche per i critici? C’è davvero qualcosa di civile, di tenero nella piaggeria di molti pezzi? Se sì, dirò che lo Speciale del Tg1 era imperdibile.

di Aldo Grasso da corriere.it

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