Alessandro Di Battista all’inizio pensavo che Pd meno elle fosse solo una Battuta di Grillo

alessandro-di-battistaTra bene collettivo e interessi privati
Quando un anno fa sono entrato in Parlamento ero sicuro che con il dialogo avremmo potuto ottenere risultati importanti. Ero convinto che i parlamentari degli altri partiti, o per lo meno molti di loro, si sarebbero lasciati convincere dalla bontà delle nostre proposte. Per questo mi impegnai moltissimo durante i giorni dell’elezione del Capo dello Stato. Parlai con decine di deputati del PD provando a convincerli a votare Rodotá. Fu triste ascoltare le loro risposte: “avete ragione, Rodotá è il migliore però non lo possiamo votare perché l’avete proposto voi”. Quei giorni furono drammatici. Avevo letto il blog di Beppe per anni, anche io chiamavo il PD “pdmenoelle” ma sotto sotto non pensavo sul serio che PD e PDL fossero la stessa cosa. Quei giorni invece ne ebbi la conferma. Ciononostante continuai (io e tutti i miei colleghi M5S) il dialogo con i deputati dei partiti.

In aula arrivò il decreto missioni, il decreto che rifinanzia le missioni all’estero tra cui la guerra in Afghanistan. Anche sull’Afghanistan (una guerra di invasione che ci costa 2,5 milioni di euro al giorno) le risposte dei piddini (ma anche di molti deputati di Forza Italia) erano pressoché le stesse: “avete ragione, è stata ed è una guerra inutile, una guerra persa però sapete, la Nato, gli accordi internazionali, il petrolio etc etc”. Nei giorni della “battaglia” sul decreto Bankitalia più o meno si ascoltavano in Parlamento frasi del genere: “stavolta avete ragione, la ghigliottina è una vergogna e anche questo decreto fa schifo però voi a tentare di bloccare la votazione, insomma avete esagerato”.

La parola dialogo deriva dal greco dialogos, composto da dia (fra, attraverso) e logos (pensiero). Un pensiero che passa attraverso qualcosa, idee che si mischiano, che trovano una sintesi. Il dialogo è bellissimo! Ma con chi ti risponde da mesi “hai ragione però” ho capito, soffrendo moltissimo, che il dialogo non può esistere. Diffidate da coloro che dicono “avete ragione però”, la ragione non deve mai tollerare i però. I “però” nei partiti sono i compromessi fatti nel corso degli anni, i compromessi con l’impero USA o con quello russo, i compromessi con gli industriali che gli finanziamo le campagne elettorali (ricordo che la tanta brava persona Bersani ha ricevuto 98.000 euro di finanziamento da Riva, quello dell’ILVA), con la mafia che in cambio dei punti del “papello” ha risparmiato la vita di uomini politici pavidi.

Con chi è schiavo dei “però” non c’è dialogo che tenga. È stato triste prenderne coscienza ma lo abbiamo fatto. Quello che abbiamo capito è che funziona il “ricatto”, con i collusi serve “alzare i toni”. I risultati che abbiamo ottenuto in questi 12 mesi li abbiamo ottenuti esclusivamente minacciandoli. “O passa la norma per bloccare gli affitti d’oro o comprate cotechino e lenticchie che vi facciamo passare il capodanno in aula”, “o bloccate le cartelle di Equitalia per le aziende che vantano crediti con lo Stato o occupiamo le commissioni per 3 giorni”, “o lasciate in pace la costituzione o risaliamo sul tetto”. Questo succede in Parlamento, mi dispiace molto ma è così che vanno le cose. E così andranno anche in Europa. Purtroppo anche questa UE è un covo di lobbisti e schiavi dei “però” ed anche con loro funzioneranno le minacce.

“O passano gli eurobond, rivediamo tutti i trattati e la smettete di considerare i cittadini europei sudditi del potere finanziario o noi usciamo da tutto ciò che riguarda questa Europa”. Pensate cosa significa il M5S a Bruxelles. Anche in Europa la “guerra” da combattere è tra cittadini e potere, tra esseri umani e tecnocrati, tra bene collettivo e interessi privati. Dateci una mano per vincerla.

Da facebook.com dibattista .alessandro

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