Gli alieni esistono

mitchellL’astronauta che sbarcò sulla luna:
«Gli alieni esistono, mostrate le prove»
WASHINGTON (22 aprile) – La «massima trasparenza» promessa dal presidente Barack Obama sulle decisioni e sui documenti del governo è stata invocata da una conferenza tenuta questi giorni a Washington sulle attività «ancora segrete» degli extra-terrestri.
L’astronauta Edgar Mitchell, sbarcato sulla Luna con l’Apollo 14, è diventato il paladino più autorevole e famoso in America della crociata per chiudere con la segretezza del passato ed aprire gli archivi che nascondono le prove dei «contatti ravvicinati» avvenuti in passato con gli extra-terrestri.
«Non siamo soli nello spazio. Abbiamo ricevuto visite in passato – ha detto il famoso astronauta aprendo un convegno del Paradigm Research Group – È giunto il momento di mettere da parte l’embargo sulla verità dei contatti con gli alieni. Invito l’amministrazione Obama ad avere un atteggiamento di trasparenza anche su questa importante questione».
Alla conferenza partecipano numerosi scienziati, ex-militari e attivisti della causa della fine del segreto sui contatti con gli alieni. Tra i più ascoltati c’è l’ex-luogotenenete dell’Air Force Usa Milton Torres protagonista nel 1957 di un famoso incontro, mentre pilotava il suo aereo militare sull’Inghilterra, con un Ufo apparso sul suo schermo radar «grande come una portaerei» e con la capacità di viaggiare a Mach 10, dieci volte la velocità del suono. L’incontro tra il pilota Usa e l’Ufo è stato protetto per molti anni dal segreto militare.
«I miei superiori mi impedirono di parlare dell’incidente persino con mio padre», racconta l’ex-pilota. Solo l’anno scorso i documenti riguardanti l’incidente sono stati declassificati dalle autorità militari. «Il sole un giorno si esaurirà e dovremo abbandonare il nostro pianeta se vorremo sopravvivere – afferma l’astronauta dell’Apollo 14, laureato al MIT in aeronautica ed astronautica – Dobbiamo già cominciare a guardare oltre il nostro sistema solare, dobbiamo già scoprire cosa accade altrove».
Oltre 400 esperti in «Ufologia» hanno preso parte alla conferenza in un hotel alla periferia di Washington partecipando a seminari come «Obama e la Trasparenza» o «Cosa dire ad una sfera di luce?». I delegati hanno chiesto al governo Usa di togliere il segreto ai documenti governativi relativi agli Ufo o agli extra-terrestri.

da gazzettino.it

Edgar Mitchell aveva 17 anni nel 1947, quando Roswell, la cittadina del New Mexico in cui era nato, divenne testimone di un fatto che ne avrebbe cambiato la vita per sempre: il presunto schianto di un Ufo, mai effettivemante confermato ma entrato nella leggenda.
Forse proprio quell’evento ispirò a Mitchell il desiderio di arrivare là da dove si pensava che gli alieni fossero scesi: lo spazio.

Oggi l’astronauta Mitchell, a oltre sessant’anni dallo “schianto” di Roswell e a 38 anni dalla sua passeggiata sulla Luna – era imbarcato sull’Apollo 14 – , è più convinto che mai della sua intuizione di tanto tempo fa: non siamo soli nell’universo. E, aggiunge Edgar, è venuto il tempo che le prove dell’esistenza degli extraterrestri vengano finalmente mostrate al mondo. “Il nostro destino, secondo me, è diventare parte di una comunità planetaria e dovremmo cominciare ad occuparci di questa possibilità al più presto”, ha dichiarato Mitchell di fronte agli entusiasti partecipanti al National Press Club, raduno di ufologi organizzato dal Paradigm Research Club: il primo passo verso questa possibilità è convincere il governo americano e la Nasa a togliere il segreto di Stato sulle informazioni relative agli sbarchi alieni, sulla cui realtà l’anziano astronauta non ha alcun dubbio.

Mitchell stesso afferma di avere raccolto negli anni numerose testimonianze di concittadini che, invitati dal governo a non fare parola di quanto avevano visto in quella notte del 1947, prima o poi decidevano di liberarsi del peso di quel segreto e sceglievano di farlo con un astronauta, apparentemente il più adatto e ricettivo per parlare di “questioni di spazio”. Le ricerche condotte da Mitchell sugli eventi di Roswell portavano direttamente alla Nasa e al Pentagono, ma nessuno dei due ha voluto rivelare di più: l’ente spaziale americano, anzi, ribadisce di non avere il compito di occuparsi della questione, sebbene uno dei più vivaci sostenitori dell’ipotesi Ufo sia proprio un ufficiale di questi enti.
Non è la prima volta che Mitchell lancia un “allarme alieni”: già ai tempi della missione sulla Luna, aveva consultato alcuni esperti di percezioni extra-sensoriali, per prepararsi ad entrare in contatto con creature diverse.

la stampa.it

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