Amnesty International: esecuzioni capitali calate senza contare la Cina

Pena morte, Amnesty: calate esecuzioni in 2010, ma senza Cina

di Adrian Croft

Almeno 527 persone sono state giustiziate in tutto il mondo nel 2010, numero in calo rispetto alle 714 del 2009, sebbene si ritenga che la Cina abbia eseguito migliaia di condanne a morte. Lo ha reso noto oggi Amnesty International.

Secondo il rapporto annuale dell’associazione per i diritti umani, si ritiene che Pechino abbia eseguito più condanne a morte del resto dei paesi messi insieme. E infatti la lista di Amnesty non comprende statistiche per la Cina, che considera l’applicazione della pena capitale un segreto di stato.

Almeno 23 paesi hanno eseguito condanne a morte nel 2010, quattro in più rispetto al 2009, dice Amnesty.

La Cina ha abolito la pena capitale per 13 reati non violenti, tra cui il traffico di reperti archeologici e le frodi fiscali, ma si usa ancora per 55 reati, hanno annunciato a febbraio i media cinesi.

“Un certo numero di paesi continua a approvare condanne a morte per reati relativi alla droga, reati economici, relazioni sessuali tra adulti consenzienti e blasfemia, violando la legge internazionale sui diritti umani che vieta l’uso della pena di morte a parte per i reati più gravi”, ha detto in un comunicato Salil Shetty , segretario generale di Amnesty International, sottolineando che solo pochi paesi pubblicano statistiche sulla pena di morte.

I metodi di esecuzione impiegati nel 2010 comprendevano la decapitazione, la sedia elettrica, l’impiccagione, l’iniezione letale e la fucilazione.

Almeno 2.024 nuove sentenze di condanna a morte sono state emesse nel 2010 in 67 paesi, ed erano circa 17.833 le persone condannate a morte alla fine dell’anno, ha detto l’associazione.

Nel 2010 erano circa 8.000 i prigionieri nel braccio della morte in Pakistan, nonostante l’annuncio nel 2008 del primo ministro Yusuf Raza Gilani secondo cui tutte le sentenze a morte sarebbero state commutate in ergastoli.

Alla fine del 2010, negli Usa c’erano oltre 3.200 condannati a morte.

Dopo il 2009, anno in cui per la prima volta non sono state compiute esecuzioni in Europa e nell’ex Unione sovietica, la Bielorussia ha eseguito due sentenze a morte nel 2010, dice Amnesty. Nonostante l’aumento dei paesi che l’anno scorso hanno compiuto esecuzioni, secondo Amnesty comunque c’è una chiara tendenza globale verso l’abolizione della pena di morte.

Il numero di paesi che hanno abolito formalmente o di fatto la pena capitale è salito a 139 dai 108 del 2001, dice l’associazione.

Nel 2010 il Gabon ha abolito la pena di morte, e alla fine dell’anno Libano, Mali, Mongolia e Corea del Sud stavano esaminando proposte per l’abolizione.

da REUTERS ITALIA

I commenti sono chiusi.