Antonella Moscati : e Berlusconi va all’incasso da Renzi sulla giustizia

berlusconi grasso magroB. va all’incasso: “Cambia la giustizia”

BerlusconiIL CAIMANO, OTTENUTO UN PREMIER AMICO, ATTACCA I GIUDICI. IL LEGALE: RIVEDERE IL PROCESSO MEDIASET.

Silvio Berlusconi rispolvera il suo cavallo di battaglia: la presunta persecuzione da parte dei magistrati, ringalluzzito, forse, dai nuovi sottosegretari alla giustizia, non certo a lui ostili: Enrico Costa e Cosimo Ferri.

Ieri, durante una telefonata a un circolo di Forza Italia di Trecate, ha parlato della condanna per frode fiscale nel processo Mediaset: “Sono stato condannato con una sentenza mostruosa e inverosimile, quella della giustizia è la riforma delle riforme perché nessuno di noi con una magistratura irresponsabile, incontrollata e incontrollabile, può sentirsi al sicuro”. Poi se l’è presa ancora una volta con la Corte costituzionale, rea di aver bocciato tutti i “lodi” che dovevano congelare i suoi processi quando era premier: “La Corte costituzionale non è un organo di garanzia sopra le parti, ma è un organismo della sinistra perché gli ultimi tre presidenti della Repubblica di sinistra hanno nominato i loro amici di sinistra”. Sempre ieri, uno degli avvocati di Berlusconi, il professor Franco Coppi, ha parlato di una possibile richiesta di revisione del processo Mediaset: “È ancora in programma, si sta raccogliendo il materiale”, ha detto all’Ansa. L’ex premier è stato condannato a 4 anni di pena (3 indultati) e a due anni di interdizione dai pubblici uffici. Quest’ultima, pena accessoria, dovrà essere discussa in Cassazione il 18 marzo, mentre il 10 aprile comincerà l’udienza del tribunale del Riesame a Milano che deve decidere se accogliere o meno la richiesta di Berlusconi di scontare l’anno di pena principale in affidamento ai servizi sociali.

DI REVISIONE aveva parlato già Berlusconi. In una conferenza stampa, nel novembre scorso, aveva sventolato una serie di presunte prove a suo favore, prima nell’elenco la testimonianza di tale Dominique Appleby, già smentita da documenti processuali.

Nella stessa giornata in cui il leader di Forza Italia torna ad attaccare la magistratura, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, durante una riunione di giunta ha anticipato le richieste che l’associazione delle toghe presenterà giovedì al ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Chiediamo al governo di affrontare i veri problemi della giustizia, della corruzione e della criminalità diffusa”, ha detto Sabelli che è tornato a chiedere di “rottamare” la riforma berlusconiana del 2002 che ha svuotato i reati societari e il falso in bilancio, e di introdurre il reato di autoriciclaggio. In merito alle difficoltà nell’organizzazione del lavoro e al conseguente forte rallentamento dei processi, il presidente dell’Anm ha ricordato che “da 17 anni non vengono banditi concorsi per personale amministrativo. Negli anni ‘90 c’erano 52 mila dipendenti a fronte di 7.500 magistrati, oggi sono 36.400 con 9 mila magistrati. Per questo la magistratura non è più in grado di assicurare la presenza in aula dei cancellieri, né l’esecuzione delle sentenze, per non dire della magistratura di sorveglianza che con il decreto carceri ha visto aumentare il carico di lavoro del 100 per cento”. Sabelli ha poi denunciato che in commissione Giustizia del Senato “procede l’esame in silenzio, senza che l’Anm né altri siano stati chiamati a esprimere il proprio parere” su alcuni disegni di legge in tema di responsabilità civile diretta dei magistrati e paventa un pericolo: si rischia di trasformare il giudice in “burocrate, con l’ossessione dei ritardi, sotto minaccia di sanzioni disciplinari e della responsabilità civile diretta”.

Da Il Fatto Quotidiano del 02/03/2014. Antonella Moscati  via triskel182.wordpress.com

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