Audi R18 e-tron quattro 2014 di nuova generazione

Audi R18 e tron Le MansAudi, ecco il mostro per Le Mans:
una diesel contro le benzina
Dopo i successi nel 2012 e nel 2013, la casa di Ingolstadt punta a vincere anche il Mondiale Endurance 2014 con la R18 e-tron quattro di nuova generazione. Più leggera, ha una aerodinamica semplificata e un sofisticato sistema ibrido.

INGOLSTADT – Le Mans e non solo. Anche nel 2014 l’Audi sarà impegnata nel Mondiale Endurance, con l’obiettivo di vincere ancora, dopo i trionfi degli ultimi due anni. Chiarissimo il messaggio: dalle massacranti corse di durata alle strade di tutti i gorni, la Casa di Ingolstadt vuole dimostrare una volta di più che essere “all’avanguardia della tecnica” non vuol essere solo uno slogan.

Interprete principale del programma 2014 sarà il prototipo LMP1, ovvero la versione aggiornata (meglio dire riprogettata) della superibrida R18 e-tron quattro. Un’auto molto diversa da quella che ha dominato la stagione 2013, dovendo rispondere ai dettami imposti dai nuovi regolamenti. E dunque ancor più solida nella struttura in fibra di carbonio (ma non per questo più pesante), con una aerodinamica rivisitata e, soprattutto, con la capacità di ridurre i consumi di energia del 30% senza penalizzare le prestazioni.

A prima vista la nuova Audi assomiglia all’auto che l’ha preceduta, ma in realtà è stato riprogettato ogni singolo componente. La carrozzeria è più stretta (ben 10 i centimetri in meno), il pianale è più sottile e presenta una forma diversa in corrispondenza delle aperture per le ruote anteriori. Di conseguenza, l’area che incide sulla portanza è inferiore. Sul frontale, al posto del diffusore c’è ora un alettone con flap, che migliora le qualità aerodinamiche e riduce i costi, poiché è un componente facilmente modificabile in base alle caratteristiche dei diversi circuiti (in passato era invece necessario produrre diverse strutture della carrozzeria). Diverso anche il posteriore, dove non è più possibile sfruttare i gas di scarico nell’area del diffusore. A ridurre la resistenza aerodinamica contribuiscono, infine, le ruote più strette.

Secondo Wolfgang Ullrich, n. 1 di Audi Motorsport, la nuova R18 e-tron quattro “appartiene a una generazione del tutto nuova di prototipi Le Mans” imposta dal radicale cambiamento dei regolamenti. “L’obiettivo – sostiene Ulrich – è ottenere gli stessi tempi sul giro usando meno energia. Ottenere di più con meno: un approccio orientato al futuro”. Chris Reinke, responsabile del progetto, da parte sua si sbilancia fino a parlare di “rivoluzione del pensiero”. E spiega: “L’approccio alle gare sarà del tutto nuovo. Anziché la potenza, saranno i consumi al centro dell’attenzione, in linea con lo spirito dei nostri tempi”.

Il peso della nuova Audi non è stato ancora dichiarato, ma gli ingegneri di Ingolstadt sostengono che dopo la messa a punto finale “si potrebbe arrivare a 870 kg”, ovvero 45 kg meno dell’auto utilizzata nel 2013 (da 915 si scenderebbe a 870 kg). Ciò grazie ad ulteriori affinamenti sulla scocca in fibra di carbonio e su altri componenti del telaio e della meccanica.

In campo tecnico le novità riguardano motore, trasmissione, sistema ibrido. In dettaglio: il propulsore è una versione riprogettata del supercollaudato V6 TDI 3,7 litri da 490 cavalli. Oltre al motore a combustione interna, il sistema propulsivo prevede per la prima volta l’integrazione di due sistemi ibridi. Come nel passato, un’unità motore-generatore (MGU) recupera l’energia cinetica in fase di frenata sull’asse anteriore, trasmettendola al sistema di accumulo dell’energia a volano. Ma per la prima volta il turbocompressore del motore a combustione interna è collegato a un dispositivo elettrico che permette di convertire l’energia termica dei gas di scarico in energia elettrica, per esempio quando il limite di pressione viene raggiunto. L’energia passa anche al sistema di accumulo dell’energia a volano. In fase di accelerazione, l’energia accumulata può ritornare all’unità motore-generatore sull’asse anteriore o all’innovativo turbocompressore elettrico, a seconda della strategia adottata. Interessante ma tutt’altro che semplice. Per questo i tecnici tedeschi parlano del “sistema più complesso mai sperimentato su un’auto”. E non si sono ancora sbottonati sulla potenza complessiva (sulla vettura del 2013 i due motori elettrici assicuravano un surplus di 160 Kw).

Il debutto in pista è previsto il 20 aprile in Gran Bretagna, alla 6 ore di Silverstone, prima prova del Fia Wec (World Endurance Champinship). L’appuntamento più importante il 14/15 giugno, alla 24 Ore di Le Mans, la corsa più prestigiosa del calendario. Intanto, dopo prove teoriche e test al simulatore, sono in pieno svolgimento collaudi in pista, dai quali emergeranno presto i primi riscontri cronometrici ufficiali.

da repubblica.it

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