Autobomba a Beirut otto morti 70 feriti tra le vittime l’ex ministro libanese delle Finanze Mohammed Shatah probabile obiettivo

Mohammed ShatahL’autobomba è scoppiata a piazza Starco, vicino la sede del governo. Tra le vittime l’ex ministro libanese delle Finanze Mohammed Shatah. Secondo l’agenzia Nna, era l’obiettivo dell’attacco. Al momento della deflagrazione si trovava in macchina diretto a una riunione della Coalizione ostile al regime di al Assad

BEIRUT – Una fortissima esplosione causata da un’autobomba è risuonata al centro di Beirut, in Libano, nella zona del Four Seasons Hotel, non lontano da dove il 14 febbraio del 2005 venne ucciso in un attentato l’allora premier libanese Rafiq Hariri, a poche centinaia di metri dalla sede del governo. Nell’attentato è morto l’ex ministro libanese delle Finanze Mohammed Shatah, attuale consigliere del premier Saad al Hariri ed esponente del movimento al Mustaqbal (Il Futuro). Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Nna, l’obiettivo dell’attacco era la sua abitazione. Al momento della deflagrazione l’ex ministro si trovava in macchina, diretto a una riunione della Coalizione denominata del “14 marzo”, ostile al regime di Bashar al Assad e favorevole all’opposizione siriana.

Il bilancio ufficiale è di 8 morti e decine di feriti, almeno 70, riferisce la Croce Rossa, precisando che il conteggio delle vittime è destinato ad aumentare. Oltre all’ex ministro è morto anche il suo autista. Pennacchi di fumo si sono levati in cielo per ore. Al Arabiya, al Jazeera e la tv libanese Future Tv hanno mostrato immagini di auto e corpi in fiamme. Il via vai delle ambulanze è stato continuo. La situazione della sicurezza nel ‘Paese dei Cedri’ si è gravemente deteriorata dopo l’inizio della guerra civile in Siria, nel marzo 2011.

L’esplosione è avvenuta intorno alle 9.40 locali (le 8.40 in Italia) in piazza Starco, nel pieno centro tursitico-finanziario di Beirut. I vetri in frantumi sono arrivati fino all’ottavo piano del palazzo Starco che dà il nome alla piazza e ospita numerosi servizi tra cui un grande teatro. Le schegge dell’esplosione sono state trovate fino a oltre 500 metri.
Bomba a Beirut, le foto su Twitter

L’ex ministro libanese ucciso era il braccio destro dell’ex premier Saad Hariri e leader dell’opposizione parlamentare vicina all’Arabia Saudita, ostile agli Hezbollah e all’intero asse filo-iraniano in Libano e nella regione. Shatah aveva ricoperto la carica di ambasciatore libanese negli Stati Uniti e consigliere dell’ex premier Fouad Siniora. Ultimamente era stato incaricato di gestire a Beirut le relazioni politiche e con i media per conto di Hariri, da tempo residente all’estero per timore di esser ucciso nel suo Paese. Pochi minuti prima di essere ucciso, Shatah aveva scritto sul suo profilo Twitter un commento molto duro nei confronti del regime siriano e degli Hezbollah, alleati dell’Iran. “Hezbollah – aveva scritto – sta realizzando la stessa strategia del regime siriano, vuole far tornare la situazione in Libano come quando era sotto il dominio di Damasco”.
Libano, esplosione a Beirut: ucciso consigliere primo ministro Hariri. Otto morti e feriti
L’ex ministro Mohammed Shatah

Sul posto è arrivato il ministro dell’Interno libanese, Marwaw Sherbil, visibilmente scosso, non ha voluto commentare: “Non voglio parlare di politica”, ha detto, “ma posso dire che l’unica strada è andare al dialogo e trovare una soluzione politica”. Una riunione d’emergenza
dell’Alta Commissione per i grandi rischi e i disastri è stata convocata al Gran Serraglio, sede del governo di Beirut, su decisione del premier dimissionario Najib Miqati.
Libano, le immagini dell’esplosione

“Mohammad Shatah è stato ucciso da chi ha ucciso anche Rafiq Hariri”, ha fatto sapere in una nota, l’ex premier libanese Saad Hariri che accusa implicitamente gli sciiti di Hezbollah, criticando con forza “quelli che in Libano giustificano la presenza delle armi e delle milizie a discapito dello Stato e delle sue istituzioni”. “Gli assassini di Shatah vogliono uccidere il Libano”, si legge nel comunicato del figlio ed erede politico di Rafiq Hariri. L’attacco odierno è per Saad Hariri un “messaggio terroristico per la corrente di al-Mustaqbal e i liberali del Libano”. “I criminali – prosegue Hariri – non hanno nascosto le loro impronte e i loro crimini non si fermeranno”.

da repubblica.it

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