Marco Baldini intervista

marco_baldini1Dopo La Fattoria Baldini pensa già allo show con l’amico-collega Fiorello
Il conduttore toscano pensa già al futuro, ma per un mese è “sotto esclusiva” di Mediaset
ROMA
Marco Baldini ha appena vinto «La Fattoria» e l’amico-collega Fiorello lo ha invitato mercoledì al suo show su Sky. Ma questo ricongiungimento non sarà possibile, almeno per il momento: «Purtroppo ho un problema di esclusiva con Mediaset, ma dopo il 18 maggio sarò a sua disposizione – dice Baldini -. Tanto Fiore va avanti fino a giugno. Comunque una cosa è certa: la prima cosa grande che farò sarà andare al suo show».
«Ci siamo appena sentiti, lo vedrò presto – annuncia il trionfatore della quarta edizione del programma condotto su Canale 5 da Paola Perego – Fiore mi ha messo nello spettacolo, ha fatto un monologo su di me». Baldini, che non ha ancora avuto il tempo di disfare la valigia, racconta che durante la sua permanenza a Paraty, in Brasile, dove ha trascorso 40 giorni perdendo otto chili, Fiorello si è molto divertito a seguire le sue avventure: «Mi ha detto di aver preso il digitale terreste per vedermi. E mentre io ero lì, ridevo perchè pensavo a cosa pensava lui». Dopo solo una settimana di permanenza, Fiorello in una lettera gli aveva scritto: «Nella mia testa echeggiano solo due parole: mi manchi. Sono triste, molto triste. La tua mancanza è fortissima. Canto tutto il giorno Perdere l’amore di Ranieri e Mi Manchi di Leali. Ti aspetto, torna presto anzi prestissimo. Ho già in mente un nuovo programma radiofonico e vista la tua esperienza da contadino lo chiameremo Viva Radio Bue. Un forte bacio sul mento. Tuo, Rosario. P.s. I tuoi creditori dicono che ti seguono sempre come al solito».

Baldini non si aspettava di vincere, almeno fino a quando non sono rimasti in quattro: «Quando sono andato al televoto con Morena (l’altra finalista, ndr.), pensavo vincesse lei: se lo meritava, è stata brava, poi aveva stracciato due concorrenti col televoto. L’ho consolata, ma anche lei era contenta della mia vittoria, eravamo tifosi l’uno dell’altro». E sottolinea: «Eravamo la minoranza silenziosa e siamo andati in finale. È un bel segnale per il nostro popolo. Significa che la gente apprezza anche chi non grida e riesce ad esporre le proprie idee senza sopraffare l’altro».
«Spero che passi questo messaggio – conclude – Quando ero là pensavo sempre che nella vita si può anche aprire al dialogo e non alla lite, e non parlo solo della Fattoria…».

Da lastampa.it

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