BanKitalia la povertà è al 16 % degli italiani e i ricchi sono sempre più ricchi

bankitalia1Bankitalia: la povertà è salita al 16%.
Il reddito delle famiglie cala del 7,3%
Un italiano su sei vive con meno di 640 euro netti al mese. Aumenta al concentrazione della ricchezza: il 10% della famiglie possiede il 46,6% del patrimonio. Una famiglia su due ha un reddito complessivo annuo inferiore ai 25mila euro

MILANO – La crisi picchia sulle famiglie italiane: aumenta la povertà e diminuiscono i redditi. Secondo l’indagine biennale di Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio in termini nominali è diminuito del 7,3%, mentre la ricchezza media del 6,9%, mentre la povertà è salita dal 14% del 2010 al 16% nel 2012. La Banca d’Italia individua la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l’anno (15.300 euro per una famiglia di 3 persone): un italiano su sei vive con meno di 640 euro al mese.

Se aumenta la povertà, l’altra faccia della medaglia mostra una sempre maggior concentrazione della ricchezza: il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta totale (45,7% nel 2010). La quota di famiglie con ricchezza negativa è invece aumentata al 4,1% dal 2,8% del 2010. La concentrazione della ricchezza è pari al 64%.

Dallo stesso studio emerge che metà delle famiglie italiane vive con meno di 2.000 euro al mese: in particolare solo una famiglia su due ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro, mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro.

Più di una famiglia italiana su quattro (26,1%), inoltre, possiede almeno un debito, per un ammontare medio di 51.175 euro (nel 2010 erano il 27,7% per un ammontare medio di 43.792 euro). Si tratta, per
lo più, di famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio: la maggior parte dei debiti è costituita da mutui per l’acquisto e per la ristrutturazione di immobili.

da repubblica.it

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