Berlusconi Ancellotti Addio

silvio-berlusconiBerlusconi interviene da Varsavia via telefono a Sky Sport 24. E dice tutto. Su Ancelotti rimane sulla posizione di chi attende la fine stagione, ma aprendo all’ipotesi di ripartire da un giovane emergente come «furono Sacchi prima e Capello dopo». E’ convinto che il Milan abbia la forza di sognare lo scudetto ora e di centrare successi senza stravolgere la squadra attuale sul mercato. Punge di brutto l’Inter e Moratti. «Conti pure i rigori del Milan, un po’ di aritmetica non fa male a nessuno, neanche a lui».

LA CLASSE «Giocatori di classe che abbiamo noi non ce ne sono in nessun altra squadra: e il gioco ripaga del costo del biglietto quando vedi Kakà, Ronaldinho, Seedorf Pato, anche una sola giocata loro vale il przzo del biglietto. Il Milan gioca bene perché questo è il marchio di fabbrica: è la nostra missione, padroni del gioco e padroni del campo, vincere convincendo. Non l’abbiamo fatto quest’anno perché è stato un anno con numero elevatissimo di infortuni. Abiamo avuto anche 12 giocatori fuori contemporaneamente, questo è il motivo principale del distacco dall’Inter».

GLI ARBITRI «Secondo motivo del distacco è che c’è stato qualche incidente e distrazione nei minuti finali; in più ci metto qualche fatto arbitrale non giusto troppo sfavorevole. Ripenso all’Inter e riguardo quel gol (di Adriano, ndr) senza quel gol discutibile saremmo a meno 1 come dice Galliani. E’ anno sfortunato, abbiamo chance di chiudere bene ci basta arrivare buoni secondi, se poi l’Inter cedesse e non credo noi cerceremo di continuare serie e finire bene la stagione così sfortunametamente cominciata. E’ lecito sognare? Contare i rigori: aritmetica fa bene anche a Moratti,. Sognare è sempre lecito e vita è fata di sogni, da avverare. Sognare cose belle è bello e consigliabile».

ANCELOTTI ADDIO?  «Ancelotti al Chelsea? Credo che l’accordo con Galliani sia che ci sediamo al tavolo a parlare del futuro in comune o divisi alla fine del campionato e il modo in cui finisce campionato, incide sul suo futuro, anche. L’amicizia con Ancelotti conterà? Amicizia non ha flessioni, conta assolutamente sempre è il sentimento più nobile tra uomini. Poi ci sono fatti, considerazioni tecniche. Voglio molto bene a Carlo Ancelotti e so che lui prova lo stesso per me. Alla fine stagione vedremo il meglio per lui e per il Milan: decideremo in concordia amicale. Nell’87 scelsi l’emergente Sacchi… Non ho avuto modo di seguire il Cagliari e il gioco di altre squadre, ma le garantisco che io e Adriano galliani non abbiamo mai parlato una volta su un futuro allenatore.E’ una decisione successiva ad una non ancora presa su Carlo Ancelotti. Quando metteremo sul tavolo allenatori emergenti, io ripercorrerei la strada verso un allenatore nuovo, come fu per Sacchi e Capello. Leonardo? Nessun nome, ve lo garantisco.

SENZA SOGNI  «Mercato? Adebayor, Agger, Gerrard dice Kakà? Confesso: ora non ho sogno. A me piace questo Milan, rinforzato in difesa, c’è già Thiago Silva, il resto è una squadra completa ora fare solo gli scongiuri per non avere altri infortuni come quedi quest’anno. Non si può ripetere una sfortuna così. Avremo l’abbandono di difensori.

IL FUTURO DI KAKA «Kakà resta? Io spero di sì, continuo a sperare che questo avvenga. Poi visto cosa facciamo al Milan: Non abbiamo l’attitudine a imporci resta chi è felice di restare. Quando Sheva ci chiese l’Inghilterra, lo accontentammo. Non ci sentimmo di dire di no. E faccio lo stesso in tutto il mio Gruppo. Io non so dire di no: è successo con Cairo, il presidente del Toro e io a malincuore l’ho lasciato fare. A Ronaldinho direi…Ricordati di essere stato l’ambizione il target e il sogno di tutti i tifosi rossoneri, vogliono vederlo in campo grande come un tempo e aplaudirrlo per il giocatore raffinato che abbbiamo inseguito per anni. Nella passata campagna elettorale: manda a casa i comunisti e pora a casa Ronaldinho. Ho fatto entrambe le cose».

da Leggo.it

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