Bonolis no Sanremo

bonolisSANREMO: BONOLIS RIBADISCE IL NO
Presentatore disponibile a condurre gara canora con De Filippi
(ANSA) – ROMA, 19 – ”L’anno prossimo non tornero’ a Sanremo”. Paolo Bonolis, a Tv sorrisi e canzoni, conferma le sue intenzioni: ”Sarebbe sbagliato”. Il conduttore, che dal 22 aprile ascolteremo nell’insolita veste di voce narrante del documentario ecologista Earth, non esclude pero’ di fare coppia ancora una volta con Maria De Filippi, ma non sara’ un contro-festival: ”Io rifiuto il concetto di un programma che sia anti-qualcosa – spiega Bonolis – a meno che non si tratti di combattere un nemico”.
Bonolis: la tv con il terremoto
ha sbagliato

Doppiatore di un documentario ambientalista. “Si è sfruttata l’emozione per fare ascolti”
SIMONETTA ROBIONY
ROMA
Finito il festival di Sanremo, Paolo Bonolis s’è preso una lunga vacanza: «Penso a un nuovo progetto, ma siccome ancora non mi è venuto in mente niente, mi riposo. E’ troppo presto per decidere se trasferirmi in Rai o restare a Mediaset: non ho fretta». Intanto ha accettato di diventare la voce narrante di Earth-Terra, uno straordinario documentario che la Disney ha realizzato con la BBC sulla condizione del nostro pianeta, a partire dal riscaldamento globale.

Come mai hanno scelto lei come voce narrante ?
«Non ne ho idea. Forse qualcuno sapeva che sono appassionato a questo genere di filmati. Da ragazzino ne ho visti tanti: sono cresciuto guardando Cousteau in tv. E tutti questi documentari mi hanno trasmesso una gran voglia di viaggiare. Per anni ho fatto trekking: conosco bene l’Africa e l’America Latina. Earth-Terra fa un giro completo del nostro mondo: avevo già visitato la maggioranza di questi luoghi, tranne l’Artico e l’Antartico».

Lei cosa pensa dei problemi della Terra?
«Viviamo in un sistema che ci mantiene barbari, che alimenta i nostri bisogni di prodotti inutili, per cui sbaviamo, c’è una tendenza allo spreco, al troppo. È un tema che mi piacerebbe trattare anche in tv, ma è difficile, perchè dopo l’indignazione iniziale, poi nella testa delle persone prevale l’incapacità di sacrificare qualcosa della propria quotidianità».

E’ la prima volta che presta la sua voce per un documentario?
«Sì. Ci sono molte prime volte nella mia vita perchè mi piace sperimentare. Non è stato difficile: in un paio di sedute me la sono cavata. Ho solo dovuto corregere alcuni toni romaneschi».

Un doppiaggio comunque l’aveva già fatto.
«Pochi minuti in uno Stuart Little dove ero un gattone bianco».

Lo rifarebbe?
«No. Sono convinto che ognuno di noi debba fare solo quello per cui è tagliato: ciò che ha imparato e sa fare meglio. La regia ai registi, la recitazione agli attori, il doppiaggio ai doppiatori e via così».

Però lei in un film ha recitato.
«Ho girato Commediasexi con D’Alatri, perchè sono curioso e mi diverto, una volta, a mettermi alla prova. Non credo che farò altri film. La professionalità è un dono che va protetto. Peccato che proprio in tv questo non valga: la tv è un terreno neutro in cui chiunque crede di poter passare. Basta parlare, pensano, per stare in tv. Non è così».

Alcuni sconosciuti comunque ce la fanno.
«Sì, ma quanto durano?»

A proposito di tv, l’approdo di Fiorello a Sky cambierà qualcosa?
«Non credo. Sky non è adatta a far la concorrenza a Rai e Mediaset che restano le vere tv generaliste. Certo, se Fiorello facesse comprare tanti nuovi decoder agli italiani le cose sarebbero differenti, ma dubito. E’ la passione folle per il calcio o per il cinema ad aver fatto acquistare il decoder: la maggioranza aspetta».

E dei cambiamenti ai vertici Rai che pensa?
«La Rai segue il flusso della politica. E’ovvio, dipende dal parlamento. Ci sono molti nomi nuovi: personalmente conosco solo Paolo Garimberti. Di Masi, il dg, mi dicono che è persona seria, molto legato a Berlusconi. Vedremo».

Come giudica il modo in cui Rai e Mediaset hanno trattato il terremoto d’Abruzzo?
«Senza la giusta misura. È stato mercanteggiato. Raccontare ciò che è successo è una notizia, soffermarsi sulle difficoltà che sta incontrando la popolazione, e gli aiuti necessari è un servizio, ma speculare ogni giorno sull’emotività delle persone è un voler fare ascolto».

da Ansa e la stampa

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