Calciatore dell’Ajaccio Hengbart contro Ravanelli e Ventrone

ravanelli ventroneL’EX BIANCONERO E’ STATO ESONERATO SABATO SCORSO
Calciatore dell’Ajaccio accusa Ravanelli:
«Troppi integratori, io ho rifiutato…»
Il difensore Hengbart : «Mi sembrava di essere dopato»
La replica dell’ex tecnico: «Prodotti da supermarket»

L’avventura all’Ajaccio di Fabrizio Ravanelli, il Penna Bianca di Juventus e Lazio, ora allenatore, si è conclusa sabato scorso con l’esonero ma in Corsica si continua a parlare del tecnico italiano.

L’ACCUSA – Accusato da uno degli ormai suoi ex giocatori, Cedric Hengbart, di voler somministrare alla squadra fin troppi prodotti come creatina, proteine, aminoacidi, carboidrati e omega 3. «Fin dall’inizio della stagione – ha raccontato il difensore a Canal Plus – ci ha invitati a fare uso di questi prodotti e io sono stato uno dei pochi a rifiutare in modo categorico. Sono nate delle discussioni ma a 33 anni non voglio iniziare a prendere certe sostanze. Ho più di 10 anni di carriera alle spalle, ho giocato in Champions, ho fatto più di 40 partite a stagione per due o tre anni di fila senza prendere nulla. Usare prodotti per aiutare le prestazioni mi sembrava come ricorrere al doping anche se doping non era».

LA REPLICA- Nel mirino, oltre a Ravanelli, il preparatore atletico Giampiero Ventrone, lo stesso della prima Juventus di Lippi che – ricordano in Francia – fu poi al centro di uno scandalo doping. «Ravanelli era una scommessa del presidente – ha poi aggiunto Hengbart – In molti credevano in lui ma i metodi italiani sono difficili da applicare in Francia, soprattutto in un gruppo come il nostro con giocatori non più giovanissimi».

LA REPLICA- Ravanelli ha prima replicato dalle pagine di Le Monde :«ero a conoscenza di quello che il medico e il nutrizionista somministravano, erano integratori alimentari che si possono trovare al supermercato e che potrebbe prendere pure mia nonna». E poi ha rincarato la dose a SkySport24, attaccando direttamente il giocatore «L‘ho messo fuori squadra appena arrivato, perché non rientrava nei miei piani. Lui avrebbe potuto prendere anche 50 chili di prodotti, ma con me non avrebbe giocato mai. Però non penso a ripicche personali, io appartenevo a una squadra corsa e sono italiano, non capisco il motivo di un tale accanimento. Sono davvero amareggiato».

da corriere.it

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