Patrizia d’addario calendario

patrizia-daddario-10Patrizia in arte Brummel. Candidata al Comune di Bari ha avuto solo 7 voti

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI. È in giro per la città ma, ovviamente, non parla più se non con le persone che da qualche giorno hanno conquistato la sua fiducia. Da ieri mattina tutti cercano Patrizia D’Addario, la donna che dice di aver incontrato per soldi e per due volte il presidente Silvio Berlusconi. Di lei, a Bari, restano i sette voti che ha preso nelle liste comunali della Puglia prima di tutto, il partito personale di Raffaele Fitto che è stato guidato da un pezzo da novanta come Antonio Matarrese. Ma è da quei sette voti, e dalla storia che raccontano, che conviene partire per capire chi è Patrizia D’Addario, in arte Patrizia Brummel.

Negli ambienti della politica cittadina in pochi ne avevano sentito parlare prima di ieri. Certo, il giorno in cui Berlusconi era a Bari lei c’era, ed era a due passi dal presidente. All’hotel Palace l’avevano lasciata passare perché si era presentata come una candidata. Lo era: probabilmente, dicono, non di sua iniziativa. Ma qualunque cosa avesse da dire quel giorno a Berlusconi, non c’è riuscita. Ed è andata via arrabbiata, portando con sé il vaso dei suoi segreti, e il fardello dei suoi problemi.
In certi altri giri cittadini tutti sanno chi è Patrizia Brummel. Con quel nome d’arte che ricorda i vestiti per bambini, anche se molti la conoscono come «Coka», Patrizia ha fatto la modella, l’attrice, persino l’illusionista. Ha lavorato in teatro con i più noti caratteristi baresi, ha avuto una particina nella fiction Lariamara. E nel sottobosco dello spettacolo, Patrizia conosce la «vita» che spesso la porta lontano da Bari: Rimini, la riviera toscana, ma anche Saint Vincent e il Montenegro.

E questo è un primo mistero: com’è possibile che chi l’ha candidata non sapesse che questa ex ragazza di quarant’anni avesse alle spalle una vita difficile che l’aveva portata tra l’altro a denunciare e a far condannare il suo convivente per maltrattamenti e sfruttamento della prostituzione? Non è una prostituta di strada, anzi. Proprietaria di due piccoli attici nel quartiere Libertà, uno dei quali oggetto del misterioso furto di cui lei stessa ha parlato ieri al «Corriere», Patrizia nasce nel popolare quartiere Carbonara. Sulla sua carta d’identità c’è scritto 17 febbraio 1967, sul suo stato di famiglia c’è una figlia. Chi la conosce racconta di una grande passione per i Suv (anche se adesso gira con una Fiesta nera) e di un debole per la moda: in via Trevisani, dove tutti sanno di Patrizia e di quel certo viavai di uomini, molti ricordano la sua disperazione per il furto subito in casa tre settimane fa. In cui, lei dice, sparirono vestiti e soprattutto un computer. Cosa c’era in quel computer? Può saperlo soltanto lei, che pure diceva di avere «le registrazioni dei due incontri» con il premier. Ma c’è una circostanza che fornisce un indizio. Dopo quel furto Patrizia setaccia i fotografi della città alla ricerca degli scatti fatti il giorno della visita di Berlusconi a Bari. Quelle stesse foto che oggi sono su tutti i giornali, in cui lei è vicina al presidente e al ministro Raffaele Fitto. Non provano niente, è ovvio, ma forse nella sua agitazione di quei giorni sono un palliativo a quel «furto molto strano».

Al «Corriere», Patrizia racconta dei suoi «problemi seri con un uomo». Che forse coincide con quell’«amico» di cui dice di fidarsi «ciecamente» e che le avrebbe presentato Giampaolo Tarantini, l’imprenditore sanitario da cui poi sarebbe stata introdotta nell’entourage da Berlusconi. Ma nel suo passato ci sono tante, troppe domande senza risposta. In una lunga intervista alla «Gazzetta» del 21 gennaio 2004, in cui presenta il calendario di cui qui pubblichiamo alcune pagine, Patrizia racconta di essere figlia di un italo-americano di Chicago (e non è vero). Sostiene di avere avuto una «affettuosa amicizia» con Valeria Marini, «con la quale ho condiviso la casa a Roma. Lei s’arrabbiava perché non voleva che m’allontanassi». Confessa di trovarsi «molto male» a Bari: «Non frequento posti, né persone, ma sto riprendendo a fare la modella».
Confessa di aver avuto «un rapporto molto intenso con David Copperfield, ma solo come valletta nel suo fantastico spettacolo», racconta di aver lasciato negli Usa suo fratello Tony «che lavora in teatro come ballerino e assistente». E quella del fratello è una storia triste, molto triste, e molto tragica.

Chi è allora davvero Patrizia Brummel? In molti, a Bari, cercano risposta a quest’ultima domanda. Ieri pomeriggio lei girava in un ipermercato di Japigia, poi ha incontrato la donna cui si è rivolta nell’ultimo, grave momento di difficoltà. E c’è chi giura che Patrizia Brummel, candidata da sette voti, ha ancora molto da raccontare.

Ecco il calendario con le immagini di Patrizia D’Addario risalente al 2004.
Le foto furono scattate da Nicola e Giulio Ferrante Il calendario fu realizzato nel 2003 e i ricavi della vendita furono devoluti in beneficenza

le foto e articolo dalla  lagazzettadelmezzogiorno.it

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