Campiello 2011 la cinquina è Ernesto Ferrero Giuseppe Lupo Maria Pia Ammirati Federica Manzon Andrea Molesini

Per l’opera prima si è imposta Viola Di Grado
Campiello. I libri della cinquina finalista

La Giuria dei Letterati del Premio Campiello ha decretato la cinquina dei finalisti capitanati dal libro di Ernesto Ferrero ‘Disegnare il vento’ (Einaudi), passato con nove voti.

Queste le sinossi dei cinque titoli che concorreranno alla finale di settembre del Campiello 2011:

Disegnare il vento (Einaudi) di ERNESTO FERRERO: A cent’anni dalla morte di Emilio Salgari, il romanzo accosta documenti autentici e di invenzione per ricostruirne la vita reale di giornalista appassionato di ciclismo e di scherma. Il contraltare e’ lo scrittore che crea eroi, il “forzato della penna” che per insanabili contraddizioni morira’ suicida. La vita di Salgari si consuma tra Verona, Venezia, Genova e Torino: il destino paradossale di un uomo solo catturato dai mondi da lui creati.

L’ultima sposa di Palmira (Marsilio) di GIUSEPPE LUPO: Nel paese lucano in cui e’ ambientato il romanzo dopo il terremoto che ha distrutto le case e’ rimasto in piedi solo il negozio di un falegname che sta dipingendo su delle porte simboli di verita’ antiche. Le tradurra’ ad un’antropologa e rivivranno cosi’ i segreti dell’antica comunita’: un originale Spoon river dove si affrontano i grandi archetipi della vita e della morte.

Se tu fossi qui (Cairo) di MARIA PIA AMMIRATI: Una giovane donna muore e il marito Matteo sconvolto comincia ad interrogarsi sulla loro vita comune: parte da qui il romanzo di Ammirati: succede tutto nel tempo veloce e atroce del funerale di lei, nello spazio breve e vuoto di un tempo sospeso. Intanto un telefonino continua a suonare e lampeggiare: ma non si puo’ tornare indietro, solo andare avanti consapevoli di verita’ capite troppo tardi.

Di Fama e di sventura (Mondadori) di FEDERICA MANZON: Un’esistenza segnata dall’abbandono quella di Tommaso, il protagonista dell’opera di Manzon. Fin dall’infanzia dovra’ imparare a difendersi dall’ingiustizia, la sua vita sara’ una sfida continua contro cio’ che lo spaventa. Il racconto e’ una saga popolata da personaggio a tutto tondo, strani e gentili, fascinosi e terribili, collocati nella cronaca dura di un’economia fatta di speculazioni.

Non tutti i bastardi sono di Vienna (Sellerio) di ANDREA MOLESINI: il libro e’ ambientato a Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal fiume Piave nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918, l’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. La storia e’ raccontata dal giovane Paolo e inizia con l’insediamento nella casa del comando militare nemico. La violenza su alcune fanciulle contadine inasprira’ il desiderio di rivalsa nei protagonisti, generando un orizzonte di claustrofobia che contrasta ironicamente con lo spazio delle operazioni di guerra.

Come opera prima la giuria ha gia’ scelto come vincitrice Settanta acrilico trenta lana, di Viola Di Grado, Edizioni E/O.

I commenti sono chiusi.