Benedetto XVI firma enciclica sociale Caritas in veritate

papa_benedettoxviPapa Benedetto XVI ha annunciato pubblicamente stamane, durante l’Angelus domenicale in piazza San Pietro, che la terza enciclica del suo pontificato, la “Caritas in veritate”, porterà la sua firma in data odierna, e sarà pubblicata e presentata nei prossimi giorni.

Il pontefice ha anche anticipato le linee-guida del prossimo documento: riprenderà – ha detto – «le tematiche sociali» contenute nella “Populorum progressio”, scritta da Paolo VI nel 1967, e offrirà un contributo della Chiesa «all’umanità nel suo impegno per un progresso sostenibile, nel pieno rispetto della dignità umana e delle reali esigenze di tutti».

Di questa enciclica, attesa sin dal 2007, rielaborata più volte anche per accordarla allo scenario della crisi economica mondiale e a cui tuttora il papa sta dando gli ultimi ritocchi, si è parlato tanto. Benedetto XVI più volte ne ha spiegato le motivazioni più profonde. In uno degli ultimi interventi a giugno, durante un incontro con la fondazione Centesimus Annus, Ratzinger aveva spiegato che l’enciclica sarà «dedicata proprio al vasto tema dell’economia e del lavoro: in essa verranno posti in evidenza quelli che per noi cristiani sono gli obbiettivi da perseguire e i valori da promuovere e difendere instancabilmente, al fine di realizzare una convivenza umana veramente libera e solidale».

Nello stilare il testo, Benedetto XVI si è avvalso dei contributi del Pontificio consiglio per la Giustizia e la pace, guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino (che lascerà l’incarico una volta uscita l’enciclica), del vescovo di Monaco di Baviera, mons. Reinhard Marx, esperto di dottrina sociale, ed anche di economisti laici come Stefano Zamagni o esperti di finanza, come il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, editorialista dell’Osservatore Romano.

L’originale del testo sarà in latino: il titolo deriva proprio dall’incipit, Caritas in Veritate. In italiano ne verranno stampate, nella prima edizione, 100 mila copie, 10 mila per ogni altra lingua, cinese ed arabo comprese. In Vaticano si punta alla presentazione del testo prima del G8 dell’Aquila, in programma dall’8 al 10 luglio prossimi.

Stamane intanto il papa ha celebrato nella basilica vaticana la solenne messa per San Pietro e Paolo ed ha consegnato i pallii (le stole di lana di agnello, simbolo del ruolo di pastore) a 34 arcivescovi entrati in carica nell’ultimo anno liturgico, tra cui mons. Giusepe Betori a Firenze. In un’omelia ricca di pathos, papa Ratzinger ha esortato i vescovi a vigilare sui fedeli come i pastori sul loro gregge, a «resistere ai nemici e ai lupi» e a lavorare per la salvezza delle anime. «L’incuria per le anime, l’immiserirsi dell’uomo interiore non distrugge soltanto il singolo, ma minaccia il destino dell’umanità nel suo insieme», ha spiegato. «Senza risanamento delle anime, senza risanamento dell’uomo dal di dentro, non può esserci una salvezza per l’umanità », ha concluso.
da ilmessaggero.it

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