Carol Schnuphase condannata per truffa: imbottiva il figlio di oppiacei per farlo sembrare malato di cancro

“Mio figlio sta morendo di cancro”. Ma è una truffa
In manette una donna del Michigan. Al suo ragazzo faceva assumere oppiacei per simulare la malattia

Donato De Sena

Sembra di rivivere il caso di Luisa Pollaro, la 36enne napoletana recentemente arrestata per aver chiesto aiuti economici per le cure della figlia, una bambina che in realtà gode di condizioni di salute per nulla gravi.

La donna era apparsa in tv sulle reti Rai e Mediaset per ottenere, riuscendoci, la solidarietà di migliaia di ignari telespettatori, nonostante la piccola Adelaide non fosse affetta da alcuna patologia che richiedesse un costoso intervento negli Stati Uniti, come la madre aveva più volte raccontato nei suoi ripetuti appelli che avevano fatto della storia inventata un caso nazionale.

Succede lo stesso negli States. Carol Schnuphase, una donna del Michigan, è stata condannata ad un anno di carcere per aver spacciato suo figlio, un ragazzo di 12 anni, come gravemente malato di cancro ed aver incassato migliaia di dollari dalle raccolte di fondi che aveva messo in moto per sottoporlo alle presunte fittizie cure.

La storia del giovane malato di leucemia aveva innescato una ricca raccolta di donazioni di beneficenza. L’avvocato della signora Carol difende l’imputata tirando in ballo la recente scomparsa del marito, la perdita del lavoro da parte della donna, ma non sembra dare una plausibile giustificazione al sistema elaborato messo a punto. “Gli ha perfino rasato i capelli. Gli ha rasato le sopracciglia. Diceva che stava morendo”, racconta un magistrato. Una messinscena che sembrava funzionare. I numerosi benefattori, tra i quali anche scuole e gruppi parrocchiali, erano convinti di contribuire alle spese per le chemioterapie.

La signora Schnuphase è accusata anche di aver fatto assumere al ragazzo pillole a base di oppiacei, diventate per l’occasione ingrediente di una torta di mele. I medici hanno scoperto uno stato di astinenza, ma fortunatamente non hanno rivelato alcun caso di cancro. Il giudice che ha emesso la condanna ha definito le azioni della donna “oltre ogni limite”. “Tutta la famiglia l’ha abbandonata, perché ha dimostrato lei stessa che non vale la pena di essere frequentata”, ha raccontato un cugino. Oltre alle manette ai polsi, Schunphase dovrà rstituire 10mila dollari ai donatori.

da GIORNALETTISMO.COM

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