Caso Ruby querela di Fede assolta Simona Ventura

LA QUERELA PER DIFFAMAZIONE SUL CASO RUBY
Caso Ruby: assolta Simona Ventura: era stata querelata da Emilio Fede
La conduttrice aveva parlato del coinvolgimento del giornalista in un’intervista del 2011 al Corriere della Sera

MILANO – Simona Ventura assolta: non aveva diffamato Emilio Fede. La conduttrice di X Factor era stata querelata dall’ex direttore del Tg4 perché, in un’intervista rilasciata il 10 febbraio 2011 al Corriere della Sera, aveva parlato di lui e del suo presunto coinvolgimento nel caso Ruby. Il gup di Milano, Maria Grazia Domanico, ha assolto la Ventura dopo che lo stesso pm di udienza, Silvia Perrucci, aveva chiesto il proscioglimento.
LA RICOSTRUZIONE – Secondo la ricostruzione del pm milanese Ferdinando Esposito (che aveva chiesto il rinvio a giudizio), Simona Ventura avrebbe offeso «la reputazione» di Fede, in relazione al coinvolgimento dello stesso» nel caso Ruby, «attribuendogli fatti contrari al vero» quali «il potenziale pre-pensionamento» del giornalista «da Mediaset» che Silvio Berlusconi «avrebbe organizzato – spiega il pm – quale punizione per presunte ed inesistenti delusioni nei rapporti interpersonali intrattenuti» con lui. Oggi però è stato proprio il pm di udienza, Silvia Perrucci, a chiedere il proscioglimento della showgirl, la quale, assistita dai legali Davide Steccanella e Alessandro Simeone, è stata assolta perché «il fatto non sussiste».

NON LUOGO A PROCEDERE – Il gup poi ha dichiarato il non doversi procedere per il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, che era accusato di «omesso controllo» riguardo all’articolo. In una memoria difensiva, depositata agli atti, gli avvocati della Ventura avevano fatto notare come la conduttrice, rispondendo alla domanda dell’intervistatore che aveva introdotto un «argomento in quei giorni di stretta attualità mediatico/giudiziaria», avesse detto: «Non ci posso ancora credere (…) però visto che a giugno pare che Mediaset lo mandi in pensione forse è tutto vero. Se è vero comunque ha fatto una cosa gravissima». Aveva dunque, secondo la difesa, «usato un tono del tutto dubitativo sulla sussistenza del fatto contestato in quei giorni a Emilio Fede, limitandosi poi, e così come richiesto dall’intervistatore, a dare un proprio personale commento in caso di futuro (ed eventuale) accertamento di quel fatto».

da corriere.it

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