Cellulari come carta di credito e bancomat

l cellulare diventa carta di credito: ecco come faremo i pagamenti

G. Luca Propato

In Italia nell’ultimo anno appena trascorso sono stati censiti 107 servizi di pagamento mobile contro i 78 del 2009, lo dicono i dati forniti da una ricerca della School of Management del Politecnico presentata lo scorso 9 febbraio in occasione del convegno “Il mobile payment in Italia: tra aspettative e realtà”.

I servizi che vengono offerti nel nostro Paese sono ancora frammentati però la soddisfazione è molta (del 55% di chi li usa) e anche le aspettative sono altrettano elevate: tra i 1.700 utenti intervistati alla domanda “Quali pagamenti vorreste fare con il cellulare?” Il 78% ha risposto “bus e metro”, il 50% ha indicato “spettacoli e cinema” e infine il 45% i “taxi”.

Ad oggi a Milano e in altre 32 città italiane la sosta dell’auto si può pagare con un sms; mentre a Roma il biglietto dei Bus Atac si acquista con il telefonino se si è in possesso di una sim Postemobile.

Se in Italia sono stati mossi i primi passi per i pagamenti mobili in remoto, tramite sms, già dal 2010 in altri paesi europei come Francia, Spagna e Belgio hanno avuto avvio diverse iniziative di ‘Mobile proximity payment’ con cui di fatto i cellulari diventano carta di credito quando si è in prossimità del “punto di vendita”. Il trasferimento dei dati, che avviene senza contatto, si basa sulla tecnologia Nfc (Near Field Communication: trasmissione wireless sicura a corto raggio) inserita sia nel cellulare che nel Pos (l’apparecchio che i commercianti utilizzano per leggere le carte di pagamento).

Per pagare quindi non si mette più il bancomat o la carta di credito nel lettore ma si punta il cellulare e si ottiene immediatamente la ricevuta elettronica.

Il principio è lo stesso delle carte contactless, che secondo quanto dichiarato da Filippo Renga responsabile dell’Osservatorio Nfc e Mobile Payment, sono state distribuite in Italia in 350mila esemplari con l’abilitazione di circa 3mila Pos. Un’infrastruttura quindi in via di costruzione anche nel nostro paese e che nel prossimo futuro dovrebbe consentire di pagare i venditori abilitati e i distributori self-service non più con la carta di credito ma con uno smartphone dotato di tecnologia Nfc.

Questa tipologia di pagamento è stata approvata anche dalla Gsm Association e dall’European Payment Council e ora ad investire sono i grandi della telefonia, come è risultato evidente anche dal recente Mobile Congress di Barcellona. Sono scesi in campo Orange, il più grande operatore francesce, che ha annunciato di voler toccare un milione di clienti per i pagamenti mobili tramite smartphone; Google che con Gingerbread – la nuova versione di Android – ha già previsto l’uso della tecnologia Nfc e Samsung che ha lanciato proprio a Barcellona Galaxy S2, lo smartphone Android dotato di Nfc. Anche Nokia si è attivato e sta integrando la tecnologia Nfc nello smartphone C7.

Non possiamo prevedere la tempistica con cui evolverà tale tecnologia, ma se pensiamo ad esempio che già a Londra da Starbucks, grazie all’applicazione appena introdotta, il caffè è diventato 2.0 e si paga con l’iPhone o il Blackberry, mentre a Nizza è possibile acqusitare anche i croissant, i biglietti del tram o i pasti alla mensa universitaria con gli smartphone Nfc, nel prossimo futuro probabilmente potremmo dire addio al caro vecchio contante.

La carta di credito si farà virtuale e si trasformerà in cellulare, ma quali saranno i costi per gli utenti? Questa tecnologia semplificherà loro la vita? Al momento non ci sono risposte certe e quindi se ancora non si può fare completamente a meno della carta di credito ‘fisica’, almeno si può provare a risparmiare sulle spese annuali. Esistono servizi di comparazioni online di carte di credito, come quello di SoldiOnline e Supermoney, che consentono di effettuare confronti tra le migliori carte di credito a saldo, rateali o prepagate per valutarne costi annuali e caratteristiche e scegliere quella più in linea con le proprie esigenze.

da PIANETATECH.IT

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