Chi è Camila Giorgi ?

Camilla, la dolce bombardiera
che sta sconvolgendo Wimbledon

Non piove, ma sul Centre Court si gioca lo stesso sotto il tetto. Giusto così? Nel giorno in cui Federer ha rischiato di fare la fine di Nadal, Camila Giorgi si prende la scena nel femminile: battuta la Petrova lunedì le tocca la Radwanska in ottavi. Ma lei non si scompone: «papà l’aveva previsto».

Le notizie da Wimbledon sono due. La prima: i Championships sono diventati un torneo indoor. E non per colpa della pioggia, visto che oggi a parte qualche gocciolina di condensa in primissima mattinata di acqua su Church Road non ne è caduta. Ma siccome il Referee temeva gli showers, con il “roof” chiuso si sono giocati tutti i match della giornata. Regolare, irregolare? Secondo il (nuovo) regolamento è tutto ok, ma qualche domanda è lecito porsela, anche perché dentro la serra del Centre Court ha rischiato di spuntare la seconda, clamorosa sorpresa del torneo. Ieri Nadal a tetto chiuso (per oscurità) si era inchinato a Rosol, oggi il sei volte campione di Wimbledon ha rischiato grossissimo contro Julien Bennetteau. Il francese è stato ben sei volte a due punti dal match, e Federer l’ha spunatta solo al quinto. La seconda: Camila Giorgi è diventata ufficialmente una stella del torneo. Con il suo tennis postmoderno, fatto solo di botte da orbi e di certezze apodittiche – mai una variazione, mai un colpo interlocutorio – ha sradicato dal torneo una che di solito le botte è abituata a darle, più che a prenderle, la ex-n.3 del mondo (e attuale n.20) Nadia Petrova.

E’ la sesta vittoria consecutiva per la ventenne Camila, n.145 all’inizio del torneo, che viene dalle qualificazioni e lunedì in ottavi incontrerà la n.3 attuale del ranking mondiale, Agnieszka Radwanska. Mai nessuna italiana era arrivata così lontano in uno Slam uscendo dalle qualificazioni, solo Adriana Serra Zanetti e Laura Garrone era riuscite ad approdare agli ottavi ad una età più giovane. Surprise, surprise? Macchè, almeno per Camila e per il suo simpaticissimo babbo Sergio, che di postmoderno ha la capigliatura grigia a fioriera, ma che evidentemente possiede la palla di cristallo.

«Mio papà me l’aveva detto all’inizio del torneo: al quarto turno ti tocca la Radwanska», ha spiegato Camila, con il suo sorriso dolce e immutabile, da post-adolescente riservata («non amo che mi si veda»), il suo tono di voce bassissimo, la sua incantevole, quasi aliena serenità, che sfoggia in campo come fuori. Parla di tennis con lo stesso disarmante candore con cui Cicciolina parlava di sesso, la castissima Camila. Se provate a informarvi su suoi hobby vi dirà che ama «andare in spiaggia con le amiche», se le chiedete chi è la campionessa che ammira di più vi risponderà che «non ammiro nessuna tennista, ma se oggi c’era Venus Williams a vedermi mi fa piacere. La Radwanska? Non so come gioca, qualche volta l’ho vista, ma mi sono già dimenticata il suo stile. Io faccio sempre il mio gioco, non importa chi è l’avversaria».

Sembra quasi una presa in giro; forse, probabilmente è la calma zen dei predestinati. «Se mi fa piacere essere fra le migliori sedici di Wimbledon? Mi fa piacere perché la mia classifica migliora. Prima le altre non sapevano chio fossi (comprese le azzurre, ndr), ora penso che mi conosceranno». Le è stato chiesto anche se il babbo-mago Sergio le aveva pronosticato anche l’avversaria in semifinale. «La Sharapova», ha risposto senza minimamente scomporre il sorriso da piccola Monnalisa. «Se posso battere anche lei? Posso andare lontano. Se sono sorpresa di quello che sto facendo? No, perché è da quando sono piccola che lavoro per arrivare qui. Papà lo aveva previsto». Seve aggiungere altro?

STEFANO SEMERARO da lastampa.it

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