Chi è Susanna Petruni ?

Susanna dei miracoli
Chi è Petruni, la candidata alla direzione del Tg2.

I meriti, non c’è che dire, se l’è guadagnati sul campo. Cominciò nel 2002, a Caceres, quando tagliò dal servizio sul vertice Ue, la scena di Berlusconi che faceva le corna durante la foto istituzionale. Poi fu la volta di Bruxelles, 2003: all’inaugurazione del semestre italiano di presidenza europea; fu l’unica inviata, tra le decine di giornalisti di tutto il mondo presenti in aula, a non riferire, nel servizio destinato al Tg1,  di Berlusconi che  dava del “kapò” all’eurodeputato tedesco Martin Schulz. Il prestigioso Financial Times, rimase affascinato dall’audacia giornalistica della corrispondente del principale Tg Rai: «Neanche il telegiornale sovietico di Breznev avrebbe potuto fare di meglio», scrisse il quotidiano inglese.
IL CENSORE MIMUN. In realtà, raccontarono le cronache di quei giorni, la decisione di censurare lo show berlusconiano non fu presa direttamente da Susanna Petruni, ma dell’allora direttore del Tg1, Clemente Mimun, oggi a capo del Tg5.
La giornalista si limitò a fornire voce, testo e cervello per un resoconto che coprisse quel buco nel servizio. Poco dopo la performance di Bruxelles, l’intrepida reporter confenzionò un altro servizo a misura di premier. Nella cronaca che riferiva del discorso del Cavaliere all’assemblea generale dell’Onu, davanti a un’aula quasi vuota, Petruni usò nel montaggio le immagini della platea affollata dell’intervento di George W. Bush, che aveva preceduto quello di Silvio. Ha scritto Giulio Borrelli, direttore del Tg1 dal 1998 al 2000, ora corrispondente da New York, in Le Mani sul Tg1: «Per non lasciar solo il povero presidente del consiglio italiano, l’aula è stata riempita con un falso».
Minzolini’s boys and girls

Insomma, se Susanna Petruni, romana, classe 1961, la giornalista che Mimun volle alla conduzione del Tg1 delle 13,30 e che Augusto Minzolini ha nominato vicedirettore del notiziario, anchorwoman dell’edizione delle 20, nonché referente del settore moda, si è guadagnata l’appellattivo di fedelissima del Cavaliere, è tutta colpa della maldicenza, dell’invidia rancorosa dei colleghi. Forse chissà, anche della sua fulminante carriera, cominciata nel 1984 al quotidiano Ore12, approdata poi alle collaborazioni con Il Messaggero e Italia Oggi e infine in Rai, dove fu assunta prima nella redazione economica del Giornale radio e poi al Tg1. Alla sua fama di berlusconiana di ferro ha contribuito anche una polemica con il sito Dagospia, che nel 2009 sostenne che la giornalista fosse in possesso di un ciondolo a forma di farfalla simile a quello che Papi Berlusconi donava alle sue ospiti, lasciando intendere che anche la giornalista l’avesse ricevuto dal premier. Lei smentì, denunciando di essere vittima di un attacco personale e immotivato. Ora Mauro Masi, direttore generale di viale Mazzini in procinto di lasciare la poltrona, la vorrebbe come nuova direttrice del Tg2, in sostituzione di Mario Orfeo, passato alla direzione del Messaggero.
IL PUZZLE DELLE NOMINE SPACCA IL CDA. Masi ha anche indicato al consiglio di amministrazione, Gennaro Sangiuliano, che come la Petruni e lo stesso Minzolini, è stato per anni cronista politico al seguito di Berlusconi, vicario al Tg1 con una serie di vicedirettori: Fabio Massimo Rocchi, Filippo Gaudenzi, Fabrizio Ferragni, Claudio Fico. Come vicedirettore della testata diretta da Augusto Minzolini arriverebbe da Sky anche Franco Ferraro.
Ma la candidatura di Petruni alla direzione del Tg2, e la rosa di nomine proposte da Masi, hanno già sollevato un vespaio di polemiche. «La nomina di Orfeo fu condivisa da tutti e ha garantito equilibrio alla testata, cosa che purtroppo non si può dire del Tg1. Oggi si vuole trasformare la testata giornalistica del secondo canale Rai in un succedaneo del telegiornale minzoliniano, dimostrando ancora una volta lo spirito censorio e l’idea proprietaria che il centrodestra ha dell’informazione», ha commentato Matteo Orfini, responsabile informazione del Pd, per il quale «la nomina di Susanna Petruni al Tg2 sarebbe grave» perchè troppo poco imparziale e non condivisa da maggioranza e opposizione.
Il piano del Cav. e l’amico Bonaiuti

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Il consiglio di amministrazione discuterà delle nomine il 1 aprile, ma è improbabile che si raggiunga un accordo. I consiglieri di maggioranza, infatti, sono divisi tra Bianchi Clerici, in quota Lega, che preme per la nomina di Gianluigi Paragone, gli ex An Gasparri e Guglielmo Rositani che alla guida del Tg2 vorrebbero Gennaro Sangiuliano e il il consigliere Angelo Maria Petroni, legato al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che non è disposto ad accettare nomine che potrebbero essere impugnate da altri giornalisti, come quelle di Sangiuliano e Ferraro, uno perchè già vicedirettore al Tg1, l’altro perchè esterno all’azienda, avendo già ricevuto una sanzione dalla Corte dei conti di un milione e ottocentomila euro per la nomina a direttore Generale della Rai di Alfredo Meocci, ineleggibile perchè già componente della Authority per le garanzie nelle comunicazioni.
ORFEO NON GRADITO A BERLUSCONI. In Rai però la tensione è alta. Molti sono pronti a scommettere che l’operazione Masi-Berlusconi andrà a buon fine: «Berlusconi vuole il controllo quotidiano dell’audience. L’ha detto: andrà a difendermi in televisione. Gli servono sia il Tg1, che già ha, che il Tg2», spiegano fonti interne all’azienda. «Mario Orfeo, che pure non era sicuramente un giornalista di sinistra, è andato via perchè sapeva di non avere ormai nessuna chance di arrivare al Tg1, non era gradito a Berlusconi perchè in alcune occasioni ha dato la parola ai finiani e ai giudici per rispondere alla accuse del Cavaliere. Orfeo ha cercato di fare il direttore di centrodestra ma di garanzia, cioè dando le notizie. E questo in Rai non si può più fare».In soccorso della Petruni, nel caso le opposizioni alzassero le barricate contro la sua nomina, potrebbe arrivare Paolo Bonaiuti, il portavoce del premier, del quale la giornalista è buona amica e che più volta la sponsorizzata per la guida del Tg2. Se neanche il suo intervento bastasse c’è sempre l’opzione B, Sangiuliano, perchè, come ha detto Minzolini: «Petruni o Sangiuliano al Tg2? Uno dei due, sono sempre miei. Così possiamo fare squadra»

di Gabriella Colarusso da lettera43.it

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