Collagna morto Enzo Marchelli 90 anni pioniere per quanto riguarda le stazioni sciistiche non solo nel reggiano, ma in tutto l’Appennino emiliano

enzo marchelliE’ morto Marchelli, pioniere del Cerreto
Collagna: fu lui, agli inizi degli anni ’50, a porre le basi per la nascita della stazione sciistica. Il ricordo del sindaco Bargiacchi

E’ scomparso nei giorni scorsi all’età di 90 anni, con i funerali che sono stati celebrati nel fine settimana nella “sua” Parma, Enzo Marchelli, figura fondamentale per lo sviluppo turistico dell’Appennino reggiano a partire dagli anni ’50, vero e proprio pioniere per quanto riguarda le stazioni sciistiche non solo nel reggiano, ma in tutto l’Appennino emiliano.
A diffondere la notizia della sua scomparsa è stato ieri il sindaco di Collagna, Paolo Bargiacchi, che ne ha voluto ricordare la vicenda imprenditoriale. Una lettera chiusa con un significativo “Grazie Enzo!”.
«Per noi Enzo Marchelli è colui che ha scoperto tanti anni fa il Lago del Cerreto come stazione di sport invernali, oggi certamente la più importante di tutto l’Appennino Reggiano. Sessanta anni fa Marchelli, amante dell’Appennino e del suo territorio, ha volutamente girato tutto il Crinale che da Succiso arriva sino al Cusna e oltre, per ricercare ed individuare la zona più adatta per costruire una Stazione sciistica che avesse quelle caratteristiche adatte allo sviluppo di un settore che a all’epoca era praticamente sconosciuto, dato che non esistevano il Cimone né il Corno Alle Scale».
«Nel girare l’Appennino – prosegue il racconto di Bargiacchi – la scelta ricadde sul Lago del Cerreto, a quel tempo semplice punto di raccolta di legna e carbone dei boscaioli e carbonai sassalbini».
«Enzo aveva intuito da subito – prosegue la nota del Comune di Collagna – che quel luogo aveva le caratteristiche adatte alla costruzione di una stazione sciistica: versante esclusivamente a nord, pendenze e dislivelli adeguati e sufficienti alla realizzazione di piste sciabili, e soprattutto, un luogo vicino alla Statale 63, facilmente raggiungibile da ben quattro Province».
Da lì nacque un impegno imprenditoriale di grandi proporzioni, che si è dipanato lungo molti anni, tra grandi successi ma anche momenti difficili: Marchelli nel marzo del 1953 costituì la Sva (Società Valorizzazione Appennino) dando inizio ad un sogno che nessuno, a quei tempi, poteva immaginare. Assieme ai suoi amici di Parma Bormioli, Barilla, Balestrieri ed altri ancora costruì il primo Albergo, lo “Sport Hotel”, la prima sciovia “Lago-La Nuda” realizzando il rifugio “La Baita” e il Rifugio “La Nuda”.
«Un progetto straordinario – prosegue la nota del Comune – che ha fatto la fortuna di un territorio e dei suoi operatori ed ha incontrato la soddisfazione di una numerosa utenza che poteva sciare e divertirsi a due passi da casa». Ma come detto ci sono stati anche momenti complicati per Marchelli, che venne chiamato nel corso degli anni (l’ultima volta nel 2001) a difendersi in tribunale per alcuni incidenti avvenuti sulle piste, processi che poi portarono ad incrementare ulteriormente negli anni la dotazione di sicurezza delle piste del Cerreto.
Conclude la nota del Comune di Collagna: «Se oggi la Stazione è la più importante dell’Appennino Reggiano, affermata come l’Abetone e il Cimone, e se qui vi sono impianti, oltre 30 attività, 1200 appartamenti, numerosi servizi per i turisti dobbiamo ringraziare proprio Marchelli. Enzo era un romantico, innamorato della montagna, della neve e del Cerreto, autentico pioniere di quella località, ancor prima del compianto Pietro Gibertoni. Nell’esprimere il più sentito cordoglio e la propria vicinanza in questo triste momento alla moglie Carla Signanini ed al Figlio Guglielmo, ringraziamo Enzo per tutto quello che ha fatto per il Cerreto, per Collagna e per la nostra montagna. A nome di tutti gli operatori, degli utenti del Cerreto e di tutta la Comunità gli rivolgiamo un profondo sentimento di riconoscenza e ringraziamo la persona mai abbastanza lodata per quello che ha saputo fare».

di Luca Tondelli da lagazzettadireggio.it

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