Consiglio Regionale del Piemonte video lite botte e insulti si picchiano i consiglieri

Cota a sorpresa in Consiglio Regionale
La seduta diventa incontro di wrestling

Questa mattina per alcuni, interminabili minuti, il Consiglio regionale si è trasformato in un ring: urla, insulti, spintoni, strattoni, placcaggi, e una serie di “prese” che ricordavano molto da vicino quelle degli incontri di Wrestling americano.

Cronaca di una seduta da dimenticare, ammesso che sia possibile: inaugurata dalle comunicazioni del presidente Roberto Cota, il governatore ha rinviato a sorpresa la partenza per la missione imprenditoriale in Giappone, e finita a botte. L’innesco è stato l’intervento in Aula di Mercedes Bresso – l’ultimo in ordine di tempo, e di fatto – apostrofata in malo modo da Franco Maria Botta, Fratelli d’Italia, e difesa dal capogruppo del Pd Aldo Reschigna. Con Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio in quota Pd, nel ruolo di paciere. È finita con Placido e Botta rovinati a terra sotto gli occhi sgranati del presidente del Consiglio Valerio Cattaneo, degli altri consiglieri, dei giornalisti e dello stesso Cota, sconfortato da una scena che certamente non giova all’immagine della Regione in una fase così delicata

È lo stesso Botta – ex-democristiano e capogruppo dei Fratelli d’Italia – che qualche minuto prima aveva attaccato la magistratura per le fughe di notizie relative alle indagini, bollando i giornalisti come “topi di fogna”.

Nel mirino del governatore, comparso in Aula senza preavviso, “la violenta campagna diffamatoria” contro la Regione. Cota ha ricordato l’esistenza di tre gradi di giudizio e la presunzione di innocenza, per sè stesso e per tutti i consiglieri coinvolti nell’inchiesta sui rimborsi, ribadendo il proposito di andare avanti: “Non c’è alcuna delegittimazione per chi guida il Piemonte”. E ancora: “Giusto che la magistratura indaghi, ma è altrettanto giusto che noi si continui a lavorare”.

Parole nette, applaudite da una maggioranza di governo che mai come in questo momento si sente sotto attacco, vittima di un complotto giudiziario, politico e mediatico. Concetti ribaditi nei vari interventi dagli esponenti di Lega Nord e centrodestra, mentre l’opposizione ha insistito sulla necessità di porre fine a una legislatura “ormai impotente e ampiamente delegittimata di fronte ai piemontesi”.

È andata avanti così fino a quando si è arrivati allo scontro finale: uno scontro fisico che, per gravità, non ha precedenti a Palazzo Lascaris. “Botta è un essere umano, è un essere umano! – ha tuonato dal suo scranno Luca Pedrale, ex-capogruppo Pdl ora passato con Forza Italia , assistendo ai tentativi di trattenere la furia di Botta -. Non è un animale, non potete trattarlo così!”. “Non interverrò più in questa assemblea – ha annunciato Bresso, visibilmente provata dall’accaduto -. Non se lo merita perchè globalmente non ha fatto nulla. È la mia testimonianza finale”.

Scena indecorosa. Solo per un caso è sfuggita ai bambini della scuola elementare Michele Lessona, presenti in Aula fino a pochi minuti prima per assistere alla seduta e imparare come la politica governa o dovrebbe governare i problemi del territorio. “Oggi c’era Consiglio, ho ritenuto importante onorare questa assemblea», aveva esordito il governatore nel suo intervento. Un’assemblea che ieri si è disonorata da sola.
ALESSANDRO MONDO, MAURIZIO TROPEANO da lastampa.it
 

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