San Camillo di Roma cuore artificiale sostituito da cuore vero dopo 3 anni

Trapianti, un cuore vero dopo 3 anni
L’intervento su un paziente con cuore artificiale

Per la prima volta in Italia un trapianto di cuore ha riguardato un paziente che ha vissuto per 3 anni con un cuore artificiale.

È successo all’ospedale San Camillo di Roma, dove il paziente, un uomo di 41 anni, era stato operato tre anni prima per il trattamento di uno scompenso cardiaco biventricolare refrattario alle terapie standard. Il quadro clinico era grave, segnato da una cardiomiopatia dilatativa idiopatica.

Alla comparsa di altre complicazioni, quali insufficienza renale ed epatica, si era deciso per l’intervento e l’impianto di un cuore artificiale totale. L’uomo ha vissuto negli anni seguenti una vita normale in attesa di un nuovo trapianto, stavolta con un cuore vero, che è avvenuto il 23 febbraio scorso e reso noto soltanto oggi.

Il San Camillo di Roma è l’unico centro in Italia, insieme al reparto di Cardiochirurgia dell’Università di Padova, ad avere un programma per l’esecuzione di un impianto di cuore artificiale totale.

Nel nostro paese sono circa 300 i trapianti di cuore ogni anno, mentre la lista d’attesa è più del doppio, 700 pazienti. Di conseguenza, bisogna aspettare circa 2 anni prima di potere accedere all’intervento e in questo lasso di tempo il 10 per cento dei pazienti muore.

La possibilità di impiantare un cuore artificiale aumenta le speranze di vita dei pazienti, ma di fatto costituisce ancora una soluzione temporanea nell’attesa di un trapianto vero e proprio. Soltanto la ricerca potrà in futuro trovare gli strumenti per sperimentare e mettere a punto soluzioni alternative e definitive a un trapianto di cuore naturale.

da ITALIASALUTE.IT

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