Delitto Torre Mare arrestato Donald Nwajiobi 18 anni nigeriano avrebbe confessato l’omicidio di Caterina Susca 60 anni

arresto poliziaOmicidio dell’Uliveto, fermato nigeriano
È un ragazzo di 18 anni, ha confessato
Il delitto avvenuto lunedì in una villetta di Torre a Mare
Rintracciato dal telefono della vittima che lui aveva preso

BARI – Un cittadino nigeriano, Donald Nwajiobi, è stato fermato dalla polizia nell’ambito delle indagini sull’omicidio della 60enne Caterina Susca, strangolata l’11 novembre scorso nella sua casa di Torre a Mare, a sud di Bari.

L’IDENTITA’ – Si tratta di un ragazzo che da poco ha compiuto 18 anni, regolarmente residente in Italia: è accusato di omicidio e ha già confessato. La squadra mobile ha ricostruito la dinamica del delitto, ma – secondo fonti investigative – «rimangono alcuni dettagli da chiarire». La polizia esclude comunque che l’assassino fosse già in casa quando la vittima è rientrata, nella tarda mattinata di lunedì. Nell’inchiesta è anche indagato a piede libero un 30enne ghanese trattenuto per accertamenti per 24 ore in questura e rilasciato martedì sera: a quanto pare sarebbe del tutto estraneo ai fatti e l’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe esclusivamente un atto formale. Secondo quanto accertato fino a questo momento, il decesso della sessantenne sarebbe stato provocato da una serie di cause: le percosse subite nel corso dell’aggressione, il soffocamento con una busta di plastica calata sulla testa e lo strangolamento con una sciarpa. Il nigeriano, che vive a Bari ma risulta senza fissa dimora, avrebbe dichiarato di aver agito da solo. Tuttavia gli investigatori intendono verificare se vi siano stati dei complici.

LA RAPINA – Dall’appartamento della donna – è stato accertato dalla polizia – sono stati portati via soldi e un telefono cellulare con la scheda attiva. Attraverso questo numero di cellulare sono arrivati a lui. È stato rintracciato ieri sera in un autobus in via Quintino Sella intorno alle 19.15.

LA CONFESSIONE – Il ragazzo nigeriano ha confessato alla polizia di aver incontrato la vittima a Torre a Mare la mattina del delitto. Si sarebbe avvicinato per chiederle dei solidi e la signora che era in auto gli avrebbe detto di seguirla a casa con la promessa di dargli qualcosa da mangiare. Una volta in casa lui l’avrebbe aggredita perché la 60enne dopo aver udito dei rumori avrebbe afferrato un paio di forbici. Lui per paura di essere ferito l’avrebbe disarmata e poi colpita. Questa versione dei fatti è però al vaglio degli inquirenti.

LA COLLABORAZIONE – Il lavoro della squadra mobile e la «fattiva collaborazione dei cittadini» hanno contribuito a risolvere il giallo sull’omicidio. «Per la rapida soluzione del caso – è scritto in una nota della Procura di Bari – è stata determinante l’attività svolta, sotto la direzione del dottor Luigi Rinella, dalla Squadra Mobile della questura di Bari che, grazie anche alla fattiva collaborazione dei cittadini, ha sviluppato e verificato con tempestività ed intuito tutti gli spunti investigativi disponibili pervenendo all’identificazione del presunto autore del reato». Immediatamente dopo il delitto alcuni vicini di casa delle vittima fotografarono un uomo che si stava allontanando dall’abitazione della donna.

Bepi Castellaneta da corriere.it

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