Dieci funzionari Monopoli di stato arrestati escort cene e viaggi ai funzionari

Arrestate 10 persone per associazione mafiosa
Escort, cene e viaggi ai funzionari dei Monopoli

In manette l’ex direttore dell’agenzia dei Monopoli siciliani, oggi responsabile delle sedi di Campania e Sardegna. Arrestati altri tre funzionari che avrebbero intascato mazzette per concedere in tempi rapidi concessioni e licenze per centri scommesse o rivendite di tabacchi.

Le sale da gioco e i centri scommesse sono i nuovi business di Cosa nostra che corrompeva funzionari dei Monopoli di Stato per ottenere in tempi rapidi concessioni e licenze. Lo ha scoperto la Dia di Palermo che, con l’accusa di corruzione aggravata dall’associazione mafiosa, ha arrestato 10 persone in varie città italiane.

Manette per i funzionari
In carcere è finito Nicola Andreozzi, ex direttore della sede siciliana dell’Agenzia dei Monopoli di Stato e attualmente direttore delle sedi di Campania e Sardegna, il vicedirettore della sede siciliana. Le indagini dicono che dietro Spina ci sarebbe l’ombra dello zio, Sebastiano Scuto, il re dei supermercati che l’anno scorso è stato condannato dal tribunale di Catania per associazione mafiosa. Manette anche per Salvatore Magno, un dipendente, Giovanni Polizzi, che è anche assessore comunale all’Urbanistica di Giardinello, piccolo comune del palermitano. In carcere anche Maria Franca Simula, funzionaria della Direzione nazionale dei Monopoli, che nel 2003 fu insignita dell’onorificienza di Cavaliere della Repubblica.

Arresti domiciliari
Tanti favori avrebbe chiesto pure Francesco Casarubea, l’ex amministratore della Sala Bingo Las Vegas di Palermo, una delle più grandi d’Europa, che è stata confiscata nel 2008 perché ritenuta un lucroso investimento di Cosa nostra. Per Casarubea, il gip Maria Pino ha stabilito gli arresti domiciliari. Stesso provvedimento per Francesco Perret (titolare della sala giochi Bin Bingo di Palermo), Antonino Pirri (gestore di Formula Bingo, a Palermo), Francesco Paolo Cataldo e Charles Maenza, che puntavano a una licenza per aprire delle rivendite di tabacchi in provincia di Palermo.

L’inchiesta Ingroia
L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia e dal pm Sergio De Montis. Tra i corruttori spicca il nome dell’imprenditore Michele Spina, titolare della Primal, una società catanese proprietaria di 24 sale giochi e 71 punti Snai: secondo gli investigatori dietro Spina ci sarebbe Sebastiano Scuto, proprietario di una serie di supermercati condannato per associazione mafiosa.

Nessuno sconto
La rete della corruzione non concedeva sconti. Una volta, un imprenditore legato ai boss di Partinico rischiò addirittura di veder vanificato il progetto di aprire una rivendita di tabacchi solo perché una delle due escort ingaggiate non era arrivata in tempo all’appuntamento con due funzionari dei Monopoli. Ci pensò la collega a rimediare in extremis: “Non vi preoccupate – assicurò al telefono – io faccio per dieci. Voi problemi non ne dovete avere, sta a me mettervi a vostro agio. L’imbarazzo ve lo sciolgo io”. E non sospettava affatto che la Dia stava intercettando ogni parola. Anche quelle dei due funzionari, che qualche ora dopo commentarono al telefono soddisfatti l’incontro a tre: “Fatti una bella lavata col sapone, mi sento ancora l’odore di questa addosso”, disse uno. E l’altro rideva: “Complimenti, hai un bel culetto”.

Ancora in corso le perquisizioni
Questa mattina, la Dia di Palermo sta eseguendo anche diverse perquisizioni. Gli investigatori puntano a scoprire il tesoretto accumulato dai funzionari corrotti. Solo Polizzi avrebbe intascato in pochi mesi mazzette in denaro per 40 mila euro: i soldi sarebbero arrivati su alcuni conti corrente di copertura, attraverso dei normali bonifici.

da rainews24.it

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