Domino’s pizza crollo per un video da internet

domino-pizzaSCENE DISGUSTOSE IN CUCINA
Domino’s Pizza in crisi 
per colpa di un video
La grande catena di pizzerie fast-food in difficoltà per le immagini di due dipendenti postate su YouTube
STATI UNITI – Non si scherza con il cibo nell’epoca dei media sociali. Soprattutto se sei una multinazionale del fast food. Per informazioni chiedere a Domino’s Pizza, catena americana da 1 miliardo e 400 milioni di dollari di fatturato, presente in 60 paesi del mondo che, dal punto di vista dell’immagine, sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia. Tutta colpa di due dipendenti che hanno pubblicato su YouTube un video con le loro imprese, per così dire, “goliardiche” nella cucina di una pizzeria Domino’s di Conover, cittadina di 7.500 abitanti in North Carolina. Potenza della rete, mercoledì sera, prima che il file venisse rimosso dalla popolare piattaforma, era già stato visto più di un milione di volte. E mentre la notizia rimbalzava su blog, Twitter e magazine online, fa notare il New York Times, una ricerca su Google per il termine “Dominos” restituiva un link alla vicenda in 5 dei primi 12 risultati.
DISGUSTO IN CUCINA – Una crisi di reputazione in piena regola ai tempi dei new media, dunque. Nel video incriminato, infatti, uno dei due dipendenti (Michael Setzer, 32 anni) si infila pezzi di formaggio nel naso prima di guarnire i panini che sta preparando, ripete la stessa operazione con un peperone (che però, magnanimamente, getta nella spazzatura), starnutisce su alcuni alimenti e, dulcis in fundo, emette flatulenze su una fetta di salame. Il tutto accompagnato dai commenti e dalle risate della collega Kristy Hammonds, 31 anni, che registra la sequenza e parla di “ingredienti speciali”. In un’altra sequenza, Setzer lava le pentole con una spugna da cucina dopo essersela passata tra le natiche.
CICLONE NEW MEDIA – I due sono stati prontamente licenziati. Accusati di contaminazione di cibo rischiano ora da 4 mesi a 1 anno di prigione, mentre il locale è stato chiuso e sottoposto a una trattamento igienizzante. Azioni doverose che non cancellano però le conseguenze per la reputazione per l’azienda, sorpresa dall’uragano alimentato dai nuovi media sociali. Da lunedì, secondo la società di analisi di mercato YouGov, la percezione degli utenti sulla catena è passata da positiva a negativa. Nel tentativo di gestire l’ondata, Domino’s ha anche aperto su Twitter, popolare servizio di microblogging, un account dedicato alla vicenda. Mentre Patrick Doyle, presidente di Domino’s Usa, ha pubblicato un video su YouTube in cui si scusa sentitamente con i clienti e ringrazia la comunità virtuali per la tempestiva collaborazione. Online, tuttavia, c’è chi si chiede se questa sia stata una buona mossa. Doyle non sembra a suo agio sul mezzo e molti i commenti al video risultano tutt’altro che lusinghieri.

LENTA REAZIONE – Nel complesso, la vicenda è un’altra dimostrazione della rapidità e della peculiarità dei meccanismi di diffusione delle notizie nell’ecosistema dei nuovi media. Un ambiente a cui le aziende faticano ancora ad adattarsi. Tra i primi a fare emergere la notizia è stato il sito The Consumerist i cui utenti, lunedì 13, hanno localizzato la pizzeria in oggetto. Martedì 14, dopo che il video era stato segnalato all’azienda, Domino’s ha licenziato i due dipendenti. Mercoledì 15 la news, già rilanciata da importanti testate online come HuftingtonPost, ha raggiunto i media locali e grandi testate nazionali come il New York Times. Per stessa ammissione dei rappresentanti di Domino’s, la reazione della multinazionale è stata intempestiva. Come riporta il New York Times, gli alti dirigenti della catena hanno preferito non rispondere in modo aggressivo. “Abbiamo trascurato l’effetto delle sensazioni virali che si propagano in modo esponenziale [mushroom effect, ndr]”, ha ammesso Tim McIntyre, portavoce dell’azienda.
Raffaele Mastrolonardo

da Corriere.it

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