E fallita la Videocon di Anagni

Fallita la Videocon di Anagni
senza lavoro 1300 lavoratori
Sfumano dopo 7 anni di cassa integrazione le ultime speranze di salvare l’azienda che produceva ed esportava televisori in tutto il mondo. La storia di un progetto industriale passato per molte mani e chiuso da una sentenza del tribunale di Frosinone

ROMA – Sette anni di cassa integrazione e oggi la doccia gelata: la Videocon è fallita e per i 1300 dipendenti della ex fabbrica di schermi per televisori di Anagni finiscono le speranze di salvare il posto di lavoro. La notizia, confermata da fonti sindacali, è stata comunicata dalla Camera di commercio di Frosinone alla quale è stato notificato il provvedimento del tribunale per la trascrizione del fallimento. L’azienda, controllata da un gruppo industriale indiano, era stata travolta dalla crisi, accumulando un deficit di circa cento milioni di euro.

Già venerdì scorso le speranze di una soluzione diversa erano del tutto tramontate quando era stata presentata un’istanza di fallimento nel giorno dell’udienza decisiva del concordato preventivo. Con il fallimento della Videocon, tutti i 1300 lavoratori, che da ieri erano tornati a occupare la fabbrica nel disperato tentativo di sensibilizzare le istituzioni a trovare una soluzione, perdono il loro posto di lavoro nello stabilimento di Fratta Rotonda, dopo ben sette anni di cassa integrazione.

“Il fallimento – dice l’europarlamentare del Pd, Francesco De Angelis – è una sconfitta per il territorio”. Duro il giudizio dell’Ugl, che insieme alle altre organizzazioni sindacali ha portato avanti una lunga battaglia per cercare una via d’uscita alla vertenza della fabbrica di Anagni. “E’ una conseguenza drammatica – commenta il segretario provinciale Enzo Valente – e ora siamo davanti a un disastro industriale che non tocca solo i 1300 dipendenti, ma l’economia dell’intero comprensorio a nord della Ciociaria. Nessuno, con i governi che si sono alternati negli anni alla guida del Paese, ha saputo trovare una soluzione rispondendo ai nostri appelli. Ora speriamo non inizi un rimpallo delle responsabilità. Per quanto ci riguarda – conclude Valente – ci preoccuperemo  di tutelare i lavoratori”.

da repubblica.it

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