E il presidente Obama telefona a Monti ancora

Consiglio Ue, Obama chiama Monti
Casini e Bersani: un patto per il Paese

Il premier Mario Monti con Silvio Berlusconi in una foto d’archivio
Domani faccia a faccia tra leader di maggioranza e il premier.
I segretari di Pd e Udc aprono all’ipotesi di “un’asse tra moderati e progressisti” per governare “contro il populismo”
Fibrillazioni nel Pdl di Alfano
ROMA
Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama segue con attenzione l’impegno del Governo italiano per facilitare il consenso in Europa sulle politiche per la crescita e la stabilizzazione del mercato dei titoli di debito pubblico. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi che riferisce di una telefonata del presidente Usa al premier italiano Mario Monti, svolta per avere informazioni sulle prospettive dell’eurozona a pochi giorni dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. In questo contesto, il Presidente Obama ha anche chiesto ragguagli al Presidente Monti sull’evoluzione recente del dibattito politico in Italia riguardo all’euro e sull’impatto sull’opinione pubblica. E proprio «sui temi dell’agenda europea», domani, 26 giugno, il presidente del Consiglio Mario Monti incontrerà il presidente Silvio Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano e il dottor Gianni Letta. Separatamente avranno luogo «appena possibile» analoghi incontri con gli onorevoli Bersani, segretario del Pd, e Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc.

E proprio tra Bersani e Casini nel corso della giornata si è fatto «un passo importante verso l’alleanza tra progressisti e moderati». A dirlo è il leader del Partito democratico che ha commentato così l’intervista rilasciata da Casini a un quotidiano nazionale. «Ognuno vede che questo è un passo importante, credo sia un’intervista che ha un significato politicamente di grande rilievo» dice Bersani. E aggiunge: «Credo diventi sempre più evidente, in Italia e non solo, che il problema è quello di costruire un patto tra le forze riformiste e democratico-costituzionali contro una destra che inevitabilmente viene risucchiata da tentazioni populistiche» aggiunge Bersani. « “Via dall’euro”, “non paghiamo i debiti”: sono tutte parole d’ordine pericolosissime» afferma Bersani che conlude: «è la logica delle cose che porta a un patto di questo genere»

Nell’intervista Casini ha aperto a un’alleanza con il Pd. «Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia. Come capiscono anche tanti moderati del Pdl», ha detto  il leader dell’Udc, sottolineando che però «esiste» il rischio di elezioni a ottobre e che arriva direttamente dal centrodestra. «Berlusconi è tornato a dare le carte e a spingere il Pdl verso la solita deriva del populismo», spiega Casini. Il Cavaliere, prosegue, attaccando l’euro «può certamente prendere più voti», ma «isola il Pdl in uno scivolamento a destra che lo renderà ininfluente nella prossima legislatura». Casini promette che «ci sarà una nuova offerta politica alle prossime elezioni». Un progetto che nelle intenzioni del leader Udc potrebbe includere Montezemolo, Passera, Fini, lo stesso Monti, pezzi di società civile, mondo del lavoro, associazioni, volontariato. In un quadro politico del tutto nuovo.

La via intrapresa da Casini oggi mette d’accordo le diverse anime di Fli e non è un caso che, da Bocchino a Della Vedova, il consenso sia unanime. Comprensibile invece la fibrillazione nel Pdl, che per Casini «è a un passo dalla confusione ed oscilla tra la proposta di uscire dall’euro e la manifestazione di ogni sentimento possibile a Monti». Casini parla infatti di un patto tra moderati e
progressisti in Italia, sulla falsa riga di quello che in Europa lega le famiglie del Ppe e del Pse, «per affrontare un’emergenza che è destinata a durare ancora a lungo». Ma per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl «altro conto è teorizzare un patto fra progressisti e moderati che, escludendo pregiudizialmente il Pdl, sarebbe solo la riproposizione del centro-sinistra classico, con Casini al posto di Prodi». «Non si vede come possa Casini orientarsi nella direzione della sinistra più vecchia. Se lo farà, sarà un errore esiziale», avverte il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, mentre da Maria Stella Gelmini ad Altero Matteoli a Gianfranco Rotondi, il Pdl critica la scelta di Casini. Ed accende, con Osvaldo Napoli, i riflettori sulle ambizioni del leader Udc: «Casini ha iniziato la sua rincorsa lunga per il Quirinale».

da lastampa.it

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