E’ morto avvocato Fragalà dopo tre giorni di coma

fragala_enzoIl professionista dopo il brutale attacco di martedì sera è rimasto in coma tre giorni L’Ordine degli avvocati si costituirà parte civile al processo. Ignoto al momento l’aggressore E’ morto Enzo Fragalà l’avvocato aggredito a Palermo Il luogo dell’aggressione PALERMO – L’avvocato Enzo Fragalà, massacrato a bastonate martedì sera davanti al suo studio, vicino al tribunale di Palermo, è morto, dopo essere rimasto tre giorni in coma, nell’ospedale Civico di Palermo. Lo confermano i carabinieri. Fragalà, ex deputato di An e consigliere comunale del Pdl, è stato aggredito davanti il suo studio martedì sera da un giovane col casco scuro che impugnava un pesante bastone di legno. “Un gesto vile e bestiale”, lo ha definito il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo, Enrico Sanseverino. L’Ordine degli avvocati ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile contro gli aggressori. Mentre il sindaco di Palermo Diego Cammarata si è detto “profondamente addolorato ed indignato: la morte di Enzo Fragalà ci lascia colpiti ed esterrefatti e lascia un segno indelebile in tutti noi”. Il figlio dell’avvocato Fragalà, Massimiliano, ha appreso della morte del padre quando era appena giunto negli uffici della Procura della Repubblica per essere sentito dai pm Nino Di Matteo e Carlo Lenzi, che conducono l’inchiesta. Massimiliano Fragalà ha subito lasciato il palazzo di giustizia per raggiungere la madre e la sorella all’ospedale Civico, dove il padre si è spento nel reparto della II Rianimazione. Al brutale agguato – l’assassino ha usato una mazza di legno – hanno assistito tre testimoni. Solo l’intervento di uno di loro ha messo in fuga il killer che si è accanito sulla vittima con una ferocia inaudita. Il professionista, 61 anni, in seguito all’aggressione aveva subito gravi lesioni cerebrali. I medici della II Rianiminazione dell’ospedale Civico avevano da subito descritto un quadro clinico estremamente grave e ancora nell’ultimo bollettino, alle 11 di questa mattina, avevano parlato di prognosi “strettamente riservata”. Il presidente del Senato Renato Schifani aveva annunciato che avrebbe fatto visita all’avvocato questa sera in ospedale. Gli inquirenti sospettano che la mafia possa essere mandante dell’aggressione: di recente, Fragalà aveva assistito cinque professionisti che avevano scelto di confessare il loro ruolo di prestanome e di complici di boss del calibro di Nino Rotolo, Sandro Capizzi e Giuseppe Scaduto. Questi professionisti non sono mai diventati collaboratori di giustizia, ma le loro ammissioni hanno messo ulteriormente nei guai i capimafia. Ma non si escludono neanche altre piste.

da repubblica.it

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