E’ morto lo scrittore Hugh Nissenson 80 anni

Hugh NissensonSCRITTORI: È MORTO HUGH NISSENSON, ROMANZIERE DAL KIBBUTZ AL WEST

AVEVA 80 ANNI, SUO IL BESTSELLER INTERNAZIONALE ‘L’ALBERO DELLA VITA” New York, 17 dicembre 2013- Lo scrittore e giornalista statunitense Hugh Nissenson, considerato uno dei più importanti autori ebrei d’America, narratore di storie dal kibbutz all’epopea dei pionieri del West, è morto all’età di 80 anni nella sua casa di Manhattan. L’annuncio della scomparsa, che risale a venerdì scorso, è stato dato oggi dalla moglie, la scrittrice Marilyn Nissenson, al «New York Times», precisando che il marito era da tempo malato. Tra i suoi romanzi più noti, entrambi tradotti in italiano da Garzanti, figurano il bestseller internazionale in sette lingue «L’albero della vita» (1985, poi ristampato nel 1987 da Rizzoli), che ricostruisce, in forma di diario, la vita dei pionieri americani che alla fine dell’Ottocento partirono alla conquista del selvaggio West, e «Le mie radici» (1976), resoconto di una sconvolgente iniziazione alla vita, ambientato a New York, nei primi anni del secolo scorso, nelle comunità di immigrati appena giunti dalla Russia. Nato a New York nel 1933 da una modesta famiglia ebraica di immigrati polacchi, Nissenson ha insegnato scrittura creativa in diverse università americane e ha collaborato come giornalista con «The New Yorker», «Harper’s», «Esquire», «New York Times» e altre testate. Ha pubblicato diversi romanzi e raccolte racconti, un diario e una importante memoria delle sue esperienze in un kibbutz d’Israele con il titolo «Note dalla frontiera». Tra i suoi libri anche «Il canto della terra» (Palomar, 2007), riflessione esistenziale sulle eterne ragioni dell’amore, della gelosia, della speranza e dello sconforto; «Rallegrati di queste cose al crepuscolo» (Cargo, 2009), struggente romanzo sulla storia della fine delle cose e del loro inizio, sull’amicizia e sulla famiglia, sui legami persi e sulla meravigliosa durevolezza dell’amore. In italiano è disponibile anche il saggio «L’elefante e la mia questione ebraica» (Giuntina, 1991).

Luigi Palamara da mnews.it

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