E’ morto padre Filippo Piccioni traduttore dello statuto di Vallerano del 1534

Padre-Filippo-piccioniVallerano – E’ stato il traduttore dello statuto del 1534 – Domani i funerali alle 15 nel santuario del Ruscello
E’ morto padre Filippo Piccioni

Vallerano – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì si è spento a Roma padre Filippo Piccioni molto caro a noi valleranesi doc, per diversi motivi ma soprattutto per aver tradotto, grazie al contributo dell’’impresa Edile Patrizi, lo statuto di Vallerano del 1534, questa preziosa opera rappresenta un documento molto importante.

I funerali si svolgeranno domani, lunedì 10 marzo, alle ore 15 al santuario del Ruscello di Vallerano.

La data di uscita dell’opera è il gennaio 2006. Leggo nella prefazione che il sindaco Guido Mariani si augura che questo libro entri in ogni famiglia a testimonianza “del carico e cultura che abbiamo ereditato.” Per addentrarci, molto sommariamente nell’’opera, prendo alcuni stralci dalla accuratissima prefazione.

Il testo in gotico latino è preceduto da circa 80 pagine di commento ricchissimo di particolari storici della vita del nostro paese con “ minuziose notizie che stuzzicano interessi culturali, tradizioni, nomi e cognomi tipici valleranesi […] la descrizioni di colture delle quali oggi sparite canapa, lino. […] Particolare cura è riservata alle strade per le quali si prevedono gli “assessori” comunali chiamati Viali, che devono curare, riattare o aprirne delle nuove per il bene dei cittadini. […] Alla base di tutto c’é una struttura giuridica che assicura, attraverso l’elezione e l’attività solerte di numerosi officiales del Palazzo o Curia (Comune), le norme per il diritto civile e penale […]

La datazione dello statuto e l’’approvazione è sicuramente del 4 maggio 1534 […] È conseguenza logica  che il feudatario del tempo fosse il precettore dell’’ospedale di Santo Spririto in Saxia in Roma e non era ancora passato ai Farnese. La protesta di sudditanza scritta prima dello Statuto ha come riferimento il papa Clemente VII per lo stato Pontificio ( Paolo III sarà eletto cinque mesi dopo il 13 ottobre 1534) e per l’ospedale di Santo Spirito ha come  riferimento il precettore. […]

Altre e numerosissime notizie potrete trovarle nell’’opera citata che vi consiglio di tutto cuore.

Iniziamo dal sindaco: non corrisponde a quello dei nostri giorni, ha il potere di curare e sindacare le operazioni, soprattutto  quelle economiche di tutti gli addetti alla gestione del paese. Nella rubrica al numero 9 si afferma: “abbia e debba avere cura e diligenza di tutti i beni mobili ed immobili della comunità……di tutti gli introiti e esiti……deve farlo annettere e trascrivere dal Cancelliere  nel libro della Comunità, dividere mese per mese le bollette e rispettivi denari esistenti nelle mani del podestà, farne relativi conteggi, controllare i libri, le scritture, i documenti…… tutti questi documenti custodirli gelosamente e legalmente”.

E’’ un vero supervisore, un ragioniere revisore cui tutti devono rendere conto: il podestà, i priori, i consiglieri fino all’ultimo officiale del palazzo. Oggi nelle moderne istituzioni sono noti come collegio dei sindaci.

Il sindaco è eletto insieme ai priori, la sua carica ha la durata di un anno, ma alla fine del mandato del podestà devono essere eletti due persone per “ sindacare” in modo circostanziato l’operato del Podestà, in un procedimento molto particolareggiato dove entro tre giorni  devono verificare i “registri e brogliacci, raccogliere denunce prima del calar del sole del quarto giorno…….presentare una sentenza assolutoria o condannatoria”.

Da parte del gruppo archeologico Francesco Orioli un grazie per aver recuperato una parte della nostra cultura.

Massimo Fornicoli
Presidente del gruppo archeologico da tusciaweb.eu

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