E’ morto Roberto Cerati 90 anni storico presidente dell’Einaudi

roberto ceratiE’ morto Roberto Cerati, storico presidente dell’Einaudi
Aveva 90 anni, dal 1999 era alla guida della casa dello struzzo

MILANO – Verrà ricordato come l’editore ‘silenzioso’. E’ morto questa sera, nella sua casa di Milano, Roberto Cerati, presidente della casa editrice Einaudi. A marzo aveva compiuto 90 anni. Fu proprio Giulio Einaudi a descriverlo come “l’uomo dai significativi silenzi”. Bastava infatti che non parlasse per capire quale sarebbe stato il destino di un libro.

E’ stato uno dei personaggi di spicco della cultura italiana per più di mezzo secolo. Aveva lavorato con Elio Vittorini, Albe Steiner e Max Huber. Italo Calvino gli faceva leggere sempre le prime bozze dei suoi testi. Pavese lo ascoltava con attenzione. Gli autori ne avevano timore.

“E’ stato una figura leggendaria dell’editoria italiana”, che non ha servito soltanto l’Einaudi, ma “il libro in generale – ha detto ricordandolo Ernesto Ferrero, attuale direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino – . Ho condiviso con Cerati anni di vita e di lavoro alla Einaudi. E’ stato l’alfiere di una editoria a totale servizio del lettore, in cui il libro era inteso come strumento di crescita morale”

Per anni Cerati è stato uno dei collaboratori più stretti di Einaudi, fino al 1999, quando, alla morte di Giulio, diventò suo erede. E dire che il suo lungo rapporto con la casa dello struzzo iniziò nel 1945, quasi per caso. Accompagnava un amico che presentava dei lavori di Pavese a Milano, nella storica sede di via Tunisi, e incontrò Giulio Einaudi. Da quel momento iniziò un lungo rapporto, che non si interruppe mai. Prima fece lo strillone, poi il venditore di libri, infine il direttore commerciale al fianco di Giulio.

“Conosco così bene Cerati – diceva Einaudi – che anche se sta zitto indovino qual è il suo pensiero”. Fu un lungo connubio professionale, durato quasi mezzo secolo. Il lavoro di Cerati continuò dopo la morte di Giulio Einaudi. Una pressione che per lui era prima di tutto una passione. “Sono solito ripetere un pensiero di Stendhal: è una vera felicità fare il mestiere della propria passione”, diceva. “Per me è andata così”.
Roberto Cerati da corriere.it

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