E’ morto Umberto Da Preda il cantore di Venezia

Umberto Da PredaMorto Umberto Da Preda, la voce
della canzone veneziana da battello

VENEZIA – La musica veneziana da battello perde il suo interprete più popolare e genuino. Ieri a mezzogiorno, all’Ospedale civile dov’era ricoverato da circa un mese, si è spento il cantautore Umberto Da Preda. Ad annunciare il decesso è stato il figlio Marco con una stringata e-mail ai giornali, per rispettare le ultime volontà del genitore che aveva chiesto di dare alla sua uscita di scena la minore rilevanza possibile.

«Papà se ne è andato serenamente – precisa Marco – In sordina, com’era nel suo stile, accettando i malanni e l’inevitabile come un fiume che raccoglie ciottoli durante il suo percorso e alla fine sfocia nel mare. E resistendo fino al giorno di Santo Stefano, forse per farci passare in tranquillità il Natale».

Oltre al figlio, il cantautore di Cannaregio lascia la moglie Maria, «che sulla lapide nemmeno vorrebbe fosse incisa la data di nascita (dichiarata dai familiari, con preghiera però di non renderla nota, ndr), perché lui in vita non amava confessare la sua età». Ancora da decidere invece data e luogo del funerale, che verranno resi noti a mezzo stampa e tramite annunci mortuari.

«Umberto? Un amico carissimo che mi mancherà, in tutti i sensi – confessa Lino Toffolo – Con lui, oltre a una voce straordinaria come non ce ne sono più, Venezia perde uno studioso e reinterprete di canzoni popolari senza pari. La chitarra l’aveva imparata a suonare giovanissimo, dimostrando sin da allora una padronanza perfetta dello strumento. Nonostante la fama raggiunta a livello internazionale, meritava di più. Ma lui la sua città non l’aveva mai voluta abbandonare. E questo, nel mondo dello spettacolo, lo si paga».

Umberto Da Preda lascia diversi inediti e un vastissimo repertorio musicale, costituito per il 90% da motivi tradizionali che ancora rappresentano i pezzi forti dei gondolieri durante le loro serenate, e ai quali era riuscito a dare un’impronta tutta personale. Non meno numerose le tournée all’estero, che appena ventenne lo avevano visto alle Bahamas e poi in Russia, in Israele, negli Usa (memorabile il suo concerto a New York) e in Gran Bretagna, dove si era esibito anche di fronte alla regina Elisabetta II.

di Vettor Maria Corsetti da gazzettino.it

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