E’ morto Wilhelm Brasse 94 anni il fotografo di Auschwitz

wilhelm-brasse-ad-auschwitzE’ morto Wilhelm Brasse il fotografo di Auschwitz
Prigioniero nel campo di concentramento, scatto’ migliaia di fotografie ai prigionieri per quasi cinque anni

Oggi si celebra il Giorno della Memoria e da poco è giunta la notizia della scomparsa di uno dei testimoni ‘eccellenti’ di quell’eccidio ceh si perpretò durante la seconda Guerra Mondiale che ha il nome di Shoah.

Si tratta del fotografo polacco Wilhelm Brasse morto all’età di 94 anni. Divenne molto conosciuto per essere stato il ‘fotografo di Auschwitz’ durante la Seconda guerra mondiale, quando fu internato con migliaia di ebrei ed altri deportati nella rete dei campi di concentramento e di sterminio organizzati dal regime nazista in Polonia.

Nel corso dei suoi quasi cinque anni ad Auschwitz fotografò oltre 40mila prigionieri, e la sua storia ha ispirato esposizioni fotografiche e ricostruzioni storiche, compreso il documentario di discreto successo ‘Il ritrattista’ (“Portrecista”), trasmesso nel 2006 dalla televisione pubblica polacca.

Brasse nacque il 3 dicembre del 1917 a Żywiec, città polacca fino a quell’anno sotto dominazione asburgica, da padre di origini austriache e madre polacca.

Un paio di anni dopo la sua nascita, il padre iniziò a combattere nella guerra polacco-bolscevica, che vedeva contrapposte la Repubblica di Polonia da poco tornata a essere indipendente e la Russia sovietica. Da adolescente Brasse iniziò a interessarsi di fotografia e ricevette alcune lezioni da parte di una sua zia, che possedeva uno studio a Katowice.

Le cose per Brasse si complicarono nel settembre del 1939, quando Hitler invase la Polonia. Ricevette forti pressioni per unirsi ai nazisti, ma si rifiutò facendo sollevare alcuni sospetti. La Gestapo, la polizia politica del Terzo Reich, lo interrogò più volte. Continuò a rifiutare ogni richiesta di dichiarare lealtà a Hitler. Nell’agosto del 1940 i nazisti ne decretarono la deportazione nei campi di concentramento da poco aperti di Auschwitz.

da voced’italia.it

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