Ebola e il miracolo del siero segreto

ebolaEbola e il «miracolo» del siero segreto. Sviluppato in due micro-aziende usa

Miracolo ad Atlanta? Le immagini di Kent Brantly e Nancy Writebol, il medico e l’assistente volontari in Africa, veri missionari della lotta contro le malattie endemiche, e colpiti loro stessi da Ebola, commuovono gli Usa. Due americani dai volti solari in mezzo ai ragazzini neri in cura negli ospedali da campo. E, subito dopo, il filmato agghiacciante di Kent che, avvolto in uno scafandro bianco, esce dall’ambulanza che l’ha portato all’unità di isolamento di un ospedale della Georgia, dopo il volo dall’Africa. Un video duro, ma anche immagini che aprono il cuore alla speranza. Ebola fin qui ha ucciso la grande maggioranza delle sue vittime, ma Brantly sta resistendo bene: è addirittura sceso dall’ambulanza sulle sue gambe. Merito di un medico coraggioso che, quando gli restavano ormai poche ore di vita, gli ha somministrato un siero sperimentale, fin qui testato solo sulle scimmie. Un film davvero appassionate: le condizioni di Brantly peggiorano rapidamente, mentre si ammala anche la Writebol. In America qualcuno pensa al siero sperimentale e riesce a farlo arrivare a tempo di record in Africa. Il medico lo somministra e in poche ore Kent si riprende e può essere trasportato negli Usa. È presto per parlare di miracolo: la fase critica non è ancora superata mentre Nancy continua a star male nonostante due somministrazioni del siero. Ma è in grado di sopportare, anche lei, il viaggio verso Atlanta.
Forse in questa bella storia di altruismo scopriremo anche qualche «eroe» o, meglio, qualche imprenditore coraggioso e non focalizzato solo sulla massimizzazione del profitto, che rimane dietro le quinte. Il siero, potenzialmente la base per un vaccino, non è stato sviluppato da uno dei giganti dell’industria farmaceutica (che, pure, giustificano gli alti prezzi dei farmaci con gli elevati costi di ricerca). È il frutto del lavoro di una piccola azienda biotech californiana, la Mapp, che si è appoggiata a una fabbrichetta del Kentucky, la BioProcessing, per confezionare il siero: una combinazione tra un cocktail di anticorpi che dovrebbero bloccare il virus e una particolare foglia di tabacco capace di stimolare la riproduzione delle proteine. Dove non arrivano le multinazionali del farmaco (Ebola è una malattia troppo rara per i loro livelli di fatturato) né la ricerca del governo federale Usa, la risposta viene — forse questo è il vero miracolo — da una piccola impresa.

di Massimo Gaggi da corriere.it

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