Elsa Fornero Al Wall Street Journal : Il lavoro è un diritto che va guadagnato

IL MINISTRO DEL WELFARE RISPONDE AL DURO COMMENTO DEL QUOTIDIANO AMERICANO
Fornero al Wall Street Journal: «Il lavoro è un diritto che va guadagnato», poi la precisazione
Riforma del lavoro, in serata la quarta e ultima
fiducia prima del Consiglio europeo di giovedì

Nel giorno dell’ultimo passaggio alla Camera del disegno di legge Fornero sul lavoro (e una gestazione di tre mesi) il ministro del Welfare risponde alle critiche mossele qualche giorno fa da un duro commento del Wall Street Journal, che parlava di una riforma del lavoro inconcludente, capace solo «di svuotare il lago di Como con mestolo e cannuccia». In una lunga intervista ha replicato: «Stiamo cercando di proteggere le persone, non i loro posti. L’attitudine delle persone deve cambiare. Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio».

LA PRECISAZIONE – Frasi che fanno subito scattare dure critiche, nel giorno degli Stati Generali del Welfare con contestuale lancio di petardi e fumogeni tra manifestanti e agenti: « Le parole del ministro Fornero sono aberranti – il commento di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista – il lavoro in Italia è un diritto costituzionale. Si rilegga gli articoli 1 e 4, tra i Principi fondamentali della nostra Carta». A stretto giro arriva anche la precisazione del ministro: «Il diritto al lavoro non è mai stato messo in discussione – puntualizza Fornero – come non potrebbe essere mai visto quanto affermato dalla nostra Costituzione. Ho fatto riferimento alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro, come sempre sottolineato in ogni circostanza».
LA RIFORMA – Il caso monta proprio nel giorno dell’approvazione della fiducia alla riforma del lavoro. Dopo le due votazioni di martedì, l’aula di Montecitorio si appresta a votare la quarta e ultima fiducia chiesta dall’esecutivo. Il provvedimento, salvo problemi dell’ultimo momento, sarà approvato in serata. Monti ha raccomandato di approvare la riforma prima del vertice Ue del 28-29 giugno, per mostrare che l’Italia non è solo un Paese con i conti in ordine ma che ha anche approvato quelle «riforme strutturali» senza le quali la Germania non vuole cedere alla messa in comune delle garanzie sul debito. Il presidente del Consiglio ha anche aggiunto che, subito dopo il voto finale, scriverà al presidente del Consiglio europeo, per sottolineare i «progressi» dell’Italia nelle riforme strutturali.

Corinna De Cesare
Fabio Savelli da corriere.it

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