Enrico Letta le balle d’acciaio sui Conti a Posto

renzi letta“Conti a posto”: le balle d’acciaio
Ieri il povero Enrico Letta era un po’ scosso: lui voleva sì “Morire per Maastricht” (come da titolo di un suo libro), ma non nel senso che ha dato all’espressione la Commissione europea. Proprio per trovare conforto nel difficile momento, vogliamo ricordare, a lui e a tutti i lettori, le speranze e le certezze che il presidente del Consiglio ha profuso in questi mesi di governo.

Il debutto. “Dal tour europeo sono tornato con qualche elemento fiducia in più: ho detto che l’Italia non vuole sbracare, vuole mantenere gli impegni, ma non possiamo più accettare che l’Europa sia solo tagli, tasse e austerità”. (5 maggio)

L’ottimismo. “Sono fiducioso che l’Ue coglierà gli sforzi che l’Italia sta facendo per rimanere virtuosa”. (17 maggio)

Serietà. “L’Italia è un Paese serio e un Paese serio prende degli impegni e li mantiene, a cominciare da quelli sulle politiche per la crescita. Ma senza fare nuovi debiti e senza scaricare sui nostri figli le scelte sbagliate”. (18 giugno)

Ciclismo. “Nei prossimi 18 mesi avremo tre fasi: la prima, quella attuale, è la più difficile ed è il gran premio della montagna. La seconda, a fine anno, sarà il falso piano e, infine, nel 2014 avremo la discesa”. (25 giugno) Pie illusioni/1. “Parte una nuova fase: i sacrifici fatti al momento giusto, perché avevamo fatto troppi debiti in passato, e le scelte dei governi precedenti confermate da noi hanno consentito di uscire dalla procedura di deficit eccessivo e di avere un premio importante: maggiore flessibilità sul bilancio 2014 che ci consentirà di fare investimenti produttivi”. (3 luglio) Pie illusioni/2. “L’Europa premia chi si impegna: è un bel messaggio per i cittadini europei e per l’Italia che si è impegnata e oggi ha il suo premio”. (3 luglio) Visioni. “I sacrifici sono uno strumento per ottenere un fine e oggi c’è la percezione che i primi segnali positivi si vedono”. (2 agosto) Futuro. “I sacrifici li abbiamo fatti e li stiamo facendo non perché ci sia qualcuno a imporceli, ma perché siamo un Paese adulto che vuole ricominciare a costruire il futuro dei propri figli. Dobbiamo avere maggiore fiducia in noi stessi”. (17 agosto)

Ordine. “Siamo orgogliosi che l’Italia sia un Paese con i conti in ordine”. (21 agosto)

Bacchettate.“Negli altri G20 ci avevano dato i compiti a casa, perché eravamo stati malandrini: oggi invece possiamo ragionare sulle cose positive da fare per il futuro e non ci prendiamo le bacchettate sulle dita come in passato”. (6 settembre)

Autonomia. “La legge di Stabilità la scriveremo noi, non Bruxelles, perché siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo”. (14 settembre) Previsioni. “Oggi il mondo e l’Europa non ci trattano più da osservati speciali. Oggi è finita l’epoca del rigore fine a se stesso e della sola austerità”. (14 settembre)

Premonizioni. “Se l’Europa è solo tasse, austerità, recessione e nessuna luce in fondo al tunnel la legge di Stabilità non servirà a nulla: quando si chiede di fare sacrifici, poi bisogna anche indicare dov’è la terra promessa”. (24 settembre)

Trionfo/1. “Per la prima volta da anni facciamo una legge di Stabilità in cui i conti quadrano senza aumentare tasse e senza fare tagli al sociale e alla sanità”. (15 ottobre)

Trionfo/2. “Siamo fuori dall’emergenza, ora vanno applicate le riforme: questo budget sarà il primo in cui il debito scenderà, così come il deficit, la spesa pubblica, le tasse”. (17 ottobre)

Atto di fede. “La ripresa dell’Italia è a portata di mano, anche se ancora i segnali non sono visibili”. (13 novembre)

Da Il Fatto Quotidiano le 16/11/2013. marco palombi via triskel182.wordpress.com

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