Esplosione Viareggio un carrello ha ceduto

Sale a 15 il numero delle vittime; vi sono 30 dispersi ed una cinquantina di feriti, di cui 36 gravi e gravissimi

Epifani: «nelle ferrovie c’è un uso di materiali troppo vecchi»
Le Ferrovie: «Ha ceduto un carrello»
I sindacati: «Sottovalutati i precedenti»
Nota ufficiale sulle cause della tragedia di Viareggio. Denuncia dei delegati RSU/RLS: «Incidente tipico»

esplosione_viareggioVIAREGGIO – Il cedimento del carrello di uno dei primi vagoni-cisterna del convoglio 50325 Trecate-Gricignano: sarebbe stato questo a causare l’esplosione nella stazione di Viareggio. Una nota delle Ferrovie spiega che dopo il guasto «il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l’esplosione del primo carro cisterna come precedentemente reso noto a causa delle prime indicazioni. Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate non aveva evidenziato alcuna anomalia».

DITTA CON SEDE A VIENNA – La cisterna da cui è fuoriuscito il gas apparterrebbe alla società internazionale Gatx con sede europea a Vienna. A provocare il deragliamento sarebbe stato il primo carro merci, quello subito dietro la locomotiva, immatricolato dalle ferrovie polacche ma di proprietà, appunto, della Gatx. Il vagone avrebbe subito un cedimento strutturale: si sarebbe rotto un’asse. Ed è proprio la società con sede a Vienna, sottolineano fonti qualificate, che deve assicurare la revisione di tutti gli elementi strutturali. Il treno, precisano inoltre le fonti, procedeva a 90 chilometri orari, una velocità regolare per quel tratto di ferrovia.

LA DENUNCIA – Ma intanto arriva la denuncia dei delegati RSU/RLS dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo trasversale composto da lavoratori e iscritti a tutte le sigle sindacali: «La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l’elevatissimo rischio connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S. Rossore ed a Prato». «Il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo FS – prosegue la nota – non può essere utilizzato come giustificazione, anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalità di controllo e di verifica adottate per l’ammissione a circolare sulla rete. Esprimiamo il nostro profondo dolore per le tante vittime innocenti di questa tragedia e il ringraziamento ai soccorritori». «Facciamo appello a tutte le autorità istituzionali affinché non ignorino le segnalazioni di pericolo che come ferrovieri portiamo a conoscenza dell’opinione pubblica poiché il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione – conclude la nota – Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio ‘luccicante’ dell’alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza».

EPIFANI – Sull’incidente è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: «È una tragedia enorme. I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati su cui l’azienda aveva reagito tagliando perchè nelle ferrovie c’è un uso di materiali troppo vecchio, ma aspettiamo di capire bene le cause».

da IL CORRIERE DELLA SERA

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