Fabio Fazio Chissà che tempo che farà video

Fazio saluta ospiti e fan
“Chissà che tempo farà”

Fabio Fazio “Sei mesi fa ci avevano detto di andare avanti per tre anni. Poi non li abbiamo sentiti più”
Chiude il programma con l’incognita sul futuro. La proposta Rai è vaga e si ipotizza un trasloco a La7
Dunque arrivederci all’autunno. Dove non sappiamo bene, e forse non è poi così importante. Ma l’essenziale è non perdersi di vista». Così Fabio Fazio ha chiuso, ieri sera, l’ultima puntata dell’ottavo ciclo di Che tempo che fa; e l’atmosfera, allo studio TV3 di corso Sempione, era a metà fra la pizzata di fine anno scolastico, un anno scolastico finito con tutti 10 in pagella, e l’idea che forse, boh, chissà, a settembre la scuola potrebbe anche chiudere. O trasferirsi di sede. Magari a la 7, se la Endemol, produttrice del programma con RaiTre, deciderà di approdare a lidi più appartati ma più tranquilli.

Come ha spiegato Fazio in fine di trasmissione, «sei mesi fa ci avevano detto che lo show doveva assolutamente andare avanti per tre anni, e che ci volevano anche per il lunedì. Anche Vieniviaconme s’aveva da fare di nuovo. Già, sei mesi fa. Poi non abbiamo sentito più niente. A oggi non ho ancora capito che cosa succederà». Pare in effetti che una proposta di contratto ci sia, ma così vaga che più vaga non si può: non si sa come, dove, quando e con chi si andrebbe in onda. Dietro le quinte, ieri era dunque forte la sensazione di sospeso e di precarietà per un gruppo di lavoro che ha garantito ottimi risultati (share medio superiore al 14%, pari a quattro milioni di spettatori, più l’exploit dello show con Saviano, con il 30% di share e un boom alla terza puntata di 9 milioni 671mila spettatori), ma che è costretto a star sul chi vive dalla logica della politica.

Nei corridoi di corso Sempione c’erano Paolo Ruffini, per il momento ancora direttore di RaiTre, ma chissà per quanto, e Loris Mazzetti, il funzionario Rai che nel marzo 2010 fu sospeso per aver spiegato sul Fatto quotidiano quanto sborsava la Rai a non trasmettere Annozero e Ballarò in campagna elettorale. C’erano anche un sacco di bocche cucite, ma soprattutto c’era un’aria rarefatta di attesa. Fuori, il corso transennato per l’arrivo del Giro d’Italia; in città, la bolla stuporosa della domenica elettorale, e che domenica elettorale: avrà voluto significare qualche cosa quel tecnico che per tutto il pomeriggio ha fischiettato sommessamente “Todo cambia”? Perché i giochi Rai si fanno a Roma, ma stavolta c’è il caso che comincino a farsi proprio a Milano. Curioso paradosso.

La Litti, non si sa come, è stata zitta. L’unica vaga allusione al tempo delle non decisioni quando ha cantato, tutta vestita di turchese e accompagnandosi con una chitarrina blu, un’«Ode al c…. di Carla Bruni» su musica di Charles Trenet. Il solito Fabio pompiere: «Luciana, dài, qui si rischia l’incidente diplomatico». E lei: «Ma cosa vuoi che conti, che siamo alla fine! ». In che senso, decidetelo voi. «Già», ha concluso Fazio, un po’ ellittico, «tutto finisce, la trasmissione, maledizione».

Prima c’era stato il direttore de La Stampa Mario Calabresi, a raccontare la propria idea di futuro e a parlare del suo ultimo libro Cosa tiene accese le stelle, oltre che del suo esordio in tivù, il 6 giugno proprio su RaiTre con Hotel Patria, ospiti Aldo Giovanni e Giacomo. E c’era stato il Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa, bella figura di hidalgo abbronzato, a parlare dei mondi che la letteratura ti spalanca davanti, e dei rischi di una cultura degradata per piacere a troppi. C’erano stati soprattutto, strepitosa coppia di fatto, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni nell’autoparodia dei nonni un po’ andati, non lucidi ma traslucidi, pronti a varare lo show Pancera gialla, «sponsorizzato dall’Amplifon o dal dottor Gibaud». Chiudono una lista di 160 ospitoni in 65 puntate, da De Niro a Tony Blair, da Marchionne a Umberto Eco, da Daniel Barenboim a Ian McEwan. Escono di scena e si ricomincia a tracciare scenari: che cosa farà Lorenza Lei, neodirettore generale di polso? Davvero una signora d’esperienza, grande conoscitrice dell’azienda, vorrà compromettersi con decisioni impopolari in un periodo così bislacco e imprevedibile? Davvero non vorrà pensare al futuro? Ma l’ultima parola è di Milena Gabanelli. Fazio le tira la volata, lanciando alla fine della trasmissione la puntata di Report. E lei gli dà l’appuntamento per l’autunno: «Con voi, sicuramente, alla prossima stagione ». Poi si chiude. Ma domani è un altro giorno.

EGLE SANTOLINI da lastampa.it

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