Famiglia Cristiana e L’Avvenire contro Berlusconi in Tv

Belusconi in tv, il gelo dei cattolici
L’appello di Bersani: “Tutti a voto”

Famiglia Cristiana: brutta pagina L’Avvenire: “Strategia sbagliata, dal primo turno messaggi chiari”
Il leghista Gentilini: “Silvio lasci, ora tocca a Tremonti o a Maroni”
ROMA
Non si placa la polemiche sull’occupazione delle tv da parte di Berlusconi che ieri, con cinque interviste a Tg1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto, ha dato il via all’offensiva mediatica in vista dei ballottaggi.

Il premier ha attaccato a testa bassa i candidati avversari a suo dire ostaggi della «sinistra più estrema e violenta» che sventolando «bandiere rosse con falce e martello» vogliono dare Milano in mano a islamici e zingari. «Berlusconi è sempre stato un estremista, dice D’Alema. «La novità è che oggi non funziona più. È il capo del governo che ha fallito su tutto, che non ha combinato nulla di nulla», dice l’ex premier.

Famiglia Cristiana parla di «arroganza a reti unificate». Cinque interviste Tv “comandate” da Berlusconi per fare propaganda elettorale. «Giornalisti in ginocchio e Authority troppo occupata per intervenire, una brutta pagina per l’Italia», si legge nell’editoriale firmato da Giorgio Vecchiato. Dal fronte cattolico arrivano anche le critiche di Avvenire: pagherà la scelta fatta da Berlusconi di «parlare agli italiani all’ora di cena, quasi a reti unificate», si chiede il quotidiano dei vescovi che in un corsivo intitolato «Legittimi dubbi» rileva come fosse «prevedibile» che l’iniziativa «scatenasse reazioni da parte delle forze di opposizione. Facendo crescere pure perplessità sul rispetto della par condicio, sul ruolo del servizio pubblico nel mezzo di una competizione elettorale».

Secondo Avvenire «è in particolare la cifra dell’intervento del presidente del Consiglio, ancora una volta teso ad attaccare l’avversario, a sponsorizzare un singolo programma elettorale fin nei minimi particolari, a sollevare interrogativi». «È davvero utile – continua la nota firmata “Av” e che dunque esprime la linea del giornale cattolico – che Silvio Berlusconi sovrapponga così il suo volto a quello dei candidati locali? È opportuno che getti nella battaglia tutto il peso del Governo, facendosi riprendere con il simbolo elettorale a fianco? Soprattutto: è questo che gli italiani si aspettano da un presidente del Consiglio?». «Anche a questo proposito – conclude Avvenire – il primo turno elettorale, ha dato un messaggio eloquente».

Intanto dalla Lega, dopo la tregua promessa da Bossi, si levano malumori. «Se perdiamo il ballottaggio a Milano, qualcuno deve farsi da parte e lasciare il posto a Tremonti o a Maroni. Hanno tutti i titoli per sostituire Berlusconi», tuona il vicesindaco leghista di Treviso Gentilini. I finiani intanto di dicono pronti «pronti a dialogare con tutti coloro che nel Pdl vogliono ricostruire il centrodestra senza il Cavaliere». Briguglio, vice presidente vicario dei deputati di Fli, fa anche i nomi: «Non so se esiste un asse Tremonti-Formigoni alternativo a Berlusconi. I ministri e gli uomini più rappresentativi del Pdl hanno responsabilità non solo politica ma anche storica nel voltare la pagina di un berlusconismo che nella sua fase finale è ormai estremista e illiberale».

Per il Pd l’offensiva mediatica di Berlusconi è «segno di paura e disperazione». «Gli elettori puniranno la sua arroganza», attacca il presidente del Pd, Rosy Bindi, in un’intervista al Messaggero. «C’è un solo modo – aggiunge – per fermarlo e risolvere l’emergenza democratica, visto che Berlusconi corretto non lo sarà mai: batterlo alle urne. Lui lo sa, si sta giocando il tutto per tutto. Ha ricevuto un colpo durissimo e sa che non potrà recuperare». Se Berlusconi si affida alla tv Bersani replica dal web. «Una settimana ci separa dai ballottaggi: andiamo porta per porta, quartiere per quartiere, mercato per mercato a convincere tutti i nostri elettori a tornare a votare e rafforzare così il grande successo che abbiamo ottenuto al primo turno», è l’appello del segretario del Pd diffuso su YouTube. «Serve lo sforzo di tutti – conclude -, torniamo alle urne e mobilitiamoci per non fermare il cambiamento».

da lastampa.it

One comment

  1. cocombr

    Finché ci saranno dei lecchini come Minzolini purtroppo dobbiamo sorbirci il suo sorriso idiota in televisione