Febbre suina aggiornamenti

febbre-suina-2Veneto falso allarme non era febbre suina

L’organizzazione della Sanità non esclude il passaggio al livello 5
GINEVRA
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non esclude la possibilità di alzare il livello di allerta per l’influenza da suini direttamente dalla fase tre alla fase cinque su un totale di sei. Lo ha annunciato oggi a Ginevra un portavoce. I casi accertati di influenza suina sono finora 40 negli Stati Uniti, 26 in Messico, uno in Canada e uno in Spagna. «Si tratta di un virus con potenziale pandemico di un’emergenza sanitaria internazionale», ha spiegato Hartl. Il livello 4 dell’emergenza è relativo alla trasmissione del virus da uomo a uomo in un’area geograficamente limitata e contenibile con antivirali. Nel livello 5 il contagio è marcato e i focolai si manifestano in diverse zone.

Hartl ha riferito che le autorità sanitarie americane hanno già intrapreso i primi passi per la produzione di un vaccino per arginare il virus che in Messico finora ha ucciso 103 persone e si è diffuso, pur in forma più lieve, in Nord America ed Europa (il caso confermato in Spagna). Il funzionario dell’Oms ha ricordato che un’epidemia «è difficilmente contenibile se non si circoscrive il focolaio originario del virus, e che l’Oms sta cercando di individuarlo in Messico».

Inoltre gli esperti vogliono stabilire il perchè determinate categorie di persone siano risultate più suscettibili all’infezione. Per questo, ha insistito Hartl, «c’è la massima attenzione sull’evolversi della situazione» da parte dell’Oms. Anche perchè, ha spiegato, «non si dispone ancora di sufficienti elementi per avere un quadro preciso». È dal 2005, quando esplose il caso aviaria, che l’agenzia Onu sta predisponendo misure d’emergenza in vista di un’eventuale pandemia.

Negli Stati Uniti già si lavora a un vaccino contro l’influenza suina. Lo ha detto il portavoce dell’Oms Gregory Hartl, in un briefing telefonico. «Sappiamo ad esempio che le autorità sanitarie americane hanno intrapreso i primi passi per produrre un vaccino contro il virus», ha precisato. Un passo intrapreso dai Cdc Usa per ottenere un siero mirato. «Ma per produrre un vaccino occorrono alcuni mesi», ha sottolineato l’esperto.
Febbre suina, cento morti in Messico

Messico in ginocchio per l’influenza suina: oltre cento morti

Un caso in Spagna, l’Europa trema
In Usa scatta l’emergenza sanitaria
ROMA
L’influenza suina arriva in Europa con il primo caso accertato in Spagna e l’Ue convoca per giovedì un vertice straordinario dei ministri della Sanità, mentre il governo messicano rivede al rialzo il numero dei decessi sospetti. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha ribadito che «per l’Italia i rischi sono minimi».

Pessimista il ministero della Sanità americano, che prevede casi più gravi di infezioni e la possibilità che ci siano decessi anche negli Stati Uniti. I casi di influenza suina negli Stati Uniti sono «motivo di preoccupazione, ma non di allarme». Lo ha assicurato il presidente Barack Obama nel corso di un intervento all’accademia delle Scienze. «È naturalmente motivo di preoccupazione e richiede un più alto livello di attenzione, ma non è causa di allarme» ha detto Obama. Un caso è stato accertato anche ad Hong Kong. In Messico sono oltre 100 le morti che si sospetta siano dovute all’epidemia e sono 1.614 le persone in ospedale. In Spagna, iministero della Sanità ha confermato un caso di infezione, e i casi sospetti sono 17. L’Ue ha convocato per giovedì a Bruxelles una riunione d’emergenza dei ministri della Salute dei Ventisette per valutare la minaccia ed adottare eventuali misure. In Svizzera cinque pazienti potrebbero essere malati di influenza suina.

L’Ue sconsiglia viaggi nelle aree colpite dalla influenza suina. Il commissario europeo alla Sanità, Androulla Vassiliou, ha sconsigliato viaggi nelle zone interessate e ha specificato che la precauzione è necessaria per «minimizzare il rischio individuale e ridurre quello di contagio». «Personalmente» ha detto, «cercherei di evitare i viaggi non indispensabili nelle aree che sono fulcro dell’infezione». La Cia-Confederazione italiana agricoltori ha invitato a non lasciarsi trascinare da ingiustificati allarmismi che possono solo provare danni al settore della suinicoltura, che da tempo è costretto ad affrontare una crisi drammatica che ha già provocato danni rilevanti. Niente psicosi. Continuare ad acquistare e mangiare carni suine, prosciutti e salami. Non c’è alcun pericolo.

I prodotti «made in Italy» sono sicuri. Gli oltre cinquemila allevamenti nazionali sono sottoposti a rigidi e rigorosi controlli e i produttori da sempre orientano la loro azione nell’ottica della qualità e della sicurezza alimentare ed animale. L’emergenza ha avuto effetti anche sulle borse europee, in calo per i timori di un’eventuale pandemia. Colpiti soprattutto i titoli legati al comparto turistico, come le compagnie aeree.I primi a reagire sono stati ieri gli Stati Uniti, che hanno proclamato lo stato d’emergenza. Numerosi i Paesi che invitano a non andare in Messico e che hanno fatto scattare misure alle frontiere. Cominciano a farsi sentire anche le prime ripercussioni economiche dell’influenza da suini, che oggi ha mandato a picco i titoli delle compagnie aeree sui mercati internazionali.

Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non esclude la possibilità di alzare il livello di allerta per l’influenza da suini direttamente dalla fase tre alla fase cinque su un totale di sei. Lo ha annunciato oggi a Ginevra un portavoce.

da la stampa.it

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