Febbre suina attenti alla Psicosi

febbre-suina-messicoSuina, aviaria, Sars, “mucca pazza”: la psicosi della “pandemia”
Viene dai maiali, o forse no. Ma ha già fatto scendere il prezzo del petrolio e tiene il mondo con il fiato sospeso

Sos febbre suina. Accogliamo con titoloni allarmati l’ennesimo allarme epidemia, anzi pandemia. Vale a dire un’epidemia su scala planetaria, roba che la Peste nera in confronto fu uno scherzo, una specie di brutto raffreddore collettivo. E’ suina, per acclamazione, però la chiamiamo così senza nemmeno sapere se c’entri o meno con i maiali. «La Fao – annuncia un’agenzia – ha mobilitato le sue squadre di esperti per verificare se esiste un legame diretto tra il nuovo ceppo del virus H1N1, che ha già ucciso molte persone in Messico, ed i suini». A tutt’oggi la malattia, avvertono gli esperti, si propaga solo da uomo a uomo e per via respiratoria. Sta di fatto che il morbo, di qualsiasi cosa si tratti, ha ucciso, fin qui, 15o poveretti in Messico dove è nota come«gripa puerca». Più o meno come tre stragi di narcotrafficanti o una settimana di quotidianità a Ciudad Juarez; ma è comunque allarme mondiale. Si teme per Obama, che è stato in Messico e Washington si affretta a dichiararlo sano, in perfetta forma. Si teme anche in Egitto e in Israele, dove i suini non dovrebbero, dati i credi religiosi vigenti, trovare molto spazio. Ma, appunto, i suini non c’entrano. Però chi può dirlo alla fine: il virus è mutante, avverte l’Oms.
Anche se non si ancora sa ben che sia la febbre suina appena salita all’onore delle cronache ha trovato modo di assestare uno scossone alla già provata economia mondiale. Coinvolgendo, non capisco come, ma dev’essere un problema mio, il petrolio. Dice infatti un Apcom: «Le preoccupazioni circa l’impatto che il propagarsi dell’epidemia di febbre suina potrebbe avere sull’economia globale hanno messo sotto pressione i prezzi del petrolio, che chiudono in calo del 2,7% scivolando poco sopra quota 50 dollari il barile».
Intanto, si avverte, meglio non andare in Messico«se non strettamente necessario»: suini o non suini lì si muore. Però la carne suina si può consumare, non è un problema. Garantiscono.
Sarebbe tutto un po’ folle, se non ci fossimo già passati. Ricordate l’aviaria?  Nell’agosto 2005, l’Organizzazione Mondiale della Sanità diffuse questi dati: 1) Il rischio di pandemia è grande. 2) Il rischio persisterà. 3) L’evoluzione del virus non può essere predetta. 4) Il sistema di primo allarme è debole. 5) L’intervento preventivo (con vaccini) è possibile ma non ancora testato. 6) La riduzione della morbosità e della mortalità durante una pandemia sarà impedita da inadeguati rifornimenti medici.
Sembrava una faccenda seria. I sintomi erano gli stessi di un banale raffreddore. Ai tempi ho fatto personalmente almeno un paio di viaggi in aereo durante i quali, essendo allergica all’aria condizionata e quindi visibilmente costipata, sono stata guardata più o meno come si guardavano i monatti. Bene, può darsi che in futuro cambi, tuttavia fin qui l’aviaria ha mietuto milioni di vittime fra il pollame e gli uccelli selvatici abbattuti a scopo precauzionale per arrestarne la diffusione, ma tra gli umani ha fatto registrare 369 casi.
L’elenco potrebbe proseguire con la Sars (ben 890 casi nel mondo) o con la “mucca pazza” (139 casi).  Tutte pandemie. I produttori di Tamiflu, toccasana contro la gripa puerca e già assai raccomandato contro l’aviaria, ringraziano.

da Lastampa.it

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