febbre suina due casi sospetti a Pavia uno a Vicenza

febbresuina3Due casi sospetti di influenza causata dal nuovo virus del tipo A/H1N1 sono stati segnalati nel policlinico San Matteo di Pavia.Secondo quanto si apprende da fonti sanitarie, attualmente sono in corso le analisi virologiche per accertare l’eventuale presenza del virus.

L’OMS: PANDEMIA EVITABILE L’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, è a conoscenza di un totale di 79 casi di febbre suina confermati dalle analisi di laboratorio nel mondo e di 7 decessi, questi ultimi tutti in Messico. Lo ha reso noto il numero dell’Oms, Keiji Fukuda. Con una quarantina di casi accertati gli Usa hanno attualmente il bilancio più pesante. Segue il Messico con 26 casi accertati e il Canada con 6. Tre i casi diagnosticati in Nuova Zelanda e due in Gran Bretagna e in Spagna. In questi casi si tratta di viaggiatori di ritorno dal Messico. In base ai dati diffusi dalle autorità messicane, i decessi per febbre suina sono 149.
Il vice-direttore generale dell’Organizzazione, Keiji Fukuda, ha sottolineato che «la situazione epidemiologica continua ad evolversi» ed «è molto grave» e che una «pandemia non è inevitabile, ma è una possibilità presa molto sul serio». In questa fase «è cruciale identificare i viaggiatori contagiati perchè questo serve a seguire il virus nel mondo e il mondo in cui si sposta», ha aggiunto.

SACCONI: TEST NEGATIVI «Alle 16 di oggi sono 11 i casi sospetti di influenza suina riscontrati in Italia. I test effettuati hanno escluso però che si tratti di virus AH1N1». Lo ha affermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso dell’informativa al Senato sull’influenza da suini. Il ministro ha spiegato che i casi riguardano persone rientrate da poco da viaggi in Messico.
«Dal punto di vista veterinario non c’è alcuna evidenza che il virus messicano H1N1 abbia circolazione tra i nostri animali», ha aggiunto il ministro, sottolineando che non c’è nessun pericolo dalla carne cotta.
«Ha ragione il commissario europeo Vassiliou nel definire la patologia come nuova influenza in quanto la definizione poteva avere effetti negativi sul settore» del mercato della carne suina – ha affermato Sacconi.
Il ministro ha ribadito che «la carne di maiale cotta non determina alcun pericolo così come il consume di prodotti insaccati». Per quanto riguarda il vaccino Sacconi ha spiegato che dono in corso contatti tra il ministero e i principali produttori per sviluppare il vaccino una volta che l’Oms avrà reso disponibile il ceppo«. Il ministro del Welfare ha puntuializzato che »il virus va prima isolato e caratterizzato, poi l’Oms consegna il virus ai produttori, l’Oms gli stati e le aziende decidono la strategia produttiva, infine occorre che il vaccino superi le prove tecniche di efficacia e tollerabilità«.

UN CASO A VICENZA Un paziente di 45 anni è ricoverato sotto osservazione presso il reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Vicenza, proveniente dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bassano del Grappa. Il ricovero, viene detto in una nota dell’Ulss 6 di Vicenza, è stato disposto «per motivi precauzionali, prevalentemente diagnostici e in base alla presenza nel paziente di modesta sintomatologia a carico delle vie respiratorie, insorta al rientro da un recente soggiorno in aree dove attualmente sono stati segnalati casi di influenza umana da virus dell’influenza suina». Sono in corso gli accertamenti virologici per accertare la natura del sospetto agente infettante. Le condizioni generali del paziente sono buone e non destano preoccupazioni.

CASO SOSPETTO IN AUSTRIA Primo caso sospetto di influenza suina in Austria, dove una donna tornata da un soggiorno nel Messico avverte sintomi analoghi a quelli della febbre da suini. Lo riferisce il sito internet dell’emittente radiotelevisiva pubblica Orf, ma le autorità non hanno finora confermato il caso. Secondo l’Orf, la donna di 28 anni viene curata all’ospedale di Steyr, in Alta Austria. La donna è già stata sottoposta al test rapido, che tuttavia dev’essere ancora analizzato a Vienna. Soltanto dopo si saprà dire con esattezza, se la paziente soffre di febbre suina o di un’influenza normale. «Siamo molto lontani da una pandemia», ha detto il ministro della sanità, Alois Stoeger. L’Austria è provvista di L’Austria è provvista di medicinali anti-virali per curare quattro milioni di persone, ovvero metà della popolazione. Inoltre le autorità sanitarie del paese hanno immagazzinato otto milioni di maschere protettive.
La commissaria Vassiliou ha indicato che nella Ue non si parlerà più di ‘febbre suinà bensì di ‘nuova influenzà (novel flu in inglese) per evitare effetti negativi per l’industria alimentare. «Si è data una connotazione negativa per il consumo di carne di maiale che risulta del tutto sicuro a patto che la carne sia cotta». Diversi paesi hanno deciso di bloccare le importazioni di carne di porco dal Messico e da alcuni stati americani. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità i maiali non sono all’origine dell’attuale epidemia.

MESSICO, LE MORTI RALLENTANO Il ritmo dei decessi imputabili all’influenza da suini sembra rallentare in Messico dove i morti sono 152. Lo ha dichiarato il ministro della Sanità messicano, Josè Angel Cordova, riferendosi ai rapporti dell’Istituto nazionale della sicurezza sociale. Cordova ha sottolineato che « sei decessi sospetti erano stati registrati sabato, cinque domenica e tre lunedì». Il ministro, inoltre, ha aggiunto che il primo caso sospetto di influenza da suini è stato scoperto nello stato meridionale di Oaxaca. Secondo quanto afferma il quotidiano ‘El Universal’, il 9 aprile scorso una donna messicana, Adela Maria Gutierrez Cruz, è morta, secondo i medici, per una «polmonite acuta», ma in realtà è stato il primo caso di decesso per l’influenza da suini.

OMS: ALLERTA DI FASE 4 L’influenza da suini continua ad estendersi e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha deciso ieri sera di alzare il livello di allerta del rischio pandemia dalla fase tre alla fase quattro, a due scalini dal livello massimo di sei. Ma una pandemia non è inevitabile. «Il cambiamento a una fase più alta dell’allerta pandemica indica che la probabilità di una pandemia è salita, ma non che una pandemia sia inevitale», ha precisato l’Oms in una dichiarazione diffusa al termine di una riunione di quattro ore del comitato d’emergenza incaricato di consigliare il Direttore generale dell’Oms Margaret Chan sull’emergenza. È quindi in base al parere degli esperti del Comitato che il Direttore ha deciso di portare a quattro l’allerta. «La decisione è stata presa in base ai dati epidemiologici che provano la trasmssione da persona a persona del virus e la capacità del virus di causare »comunity-level outbreak« (cluster epidemici a livello di comunità) , ha spiegato in una conferenza stampa telefonica Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell’Oms. Il messaggio è che è necessario rafforzare la preparazione, ha aggiunto. »La situazione è fluida, evolve ed anche il virus può cambiare«, ha aggiunto Fukuda. L’Oms continuerà a monitorare la situazione e in funzione di ulteriori informazioni che saranno disponibili, non esclude di tornare alla fase tre o di alzare il livello ad un’altra fase. Nel frattempo l’Oms faciliterà il processo per sviluppare un vaccino efficace contro il virus A/H1N1. Per la sua messa punto occorreranno »almeno sei mesi« , ha detto Fukuda e per produrne in grandi quantitativi ci vorrà molto più tempo, mentre nessuna regione al mondo, in pratica, è esente da rischi. Data la diffusione del virus, »giunto piuttosto lontano« contenere lo scoppio della malattia non è possibile, e l’accento dovrà essere posto su misure di mitigazione. L’Organizzazione non ha raccomandato la chiusura delle frontiere, nè restrizioni ai viaggi internazionali. Considera però prudente per le persone malate di rinviare viaggi internazionali e per le persone che sviluppano sintomi sospetti in seguito ad un viaggio all’estero di recarsi da un medico. La riunione del comitato d’emergenza era inizialmente prevista per oggi ma è stata anticipata di 24 ore ed un portavoce dell’Oms aveva evocato la possibilità di un passaggio del livello d’allerta anche direttamente alla fase 5. Nella fase 3 il virus non ha ancora raggiunto il livello di trasmissione necessario a provocare lo scoppio di cluster epidemici a livello di comunità (community level outbreaks). Nella fase 4 la trasmissione da persona a persona è in grado di provocare cluster epidemici a livello di comunità. Con la fase 4 – spiega l’Oms sul suo sito – indica »un significativo aumento la minaccia sale significativamente, ma non vuol dire che una pandemia è inevitabile. Ogni Paese colpito deve consultare l’Oms e adottare misure per contenere la malattia. La fase 5 è caratterizzata dalla diffusione del virus da persona a persona in modo diffuso«. »È un forte segnale che la pandemia è imminente e che il tempo per finalizzare l’organizzazione, la comunicazione e l’applicazione delle misure previste di mitigazione è breve«, spiega l’Oms.

da leggo.it

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