Federer in finale

Parigi, lo svizzero impiega 5 set per avere ragione dell’argentino Juan Manuel Del Potro. Nel match conclusivo affronterà Soderling, che ha battuto Gonzalez in 5 partite. Se vincesse eguaglierebbe il record di Sampras: 14 slam

PARIGI – Federer a un passo dalla storia, ma che fatica! Ci vogliono cinque set e 3 ore e 38 minuti per domare l’argentino Juan Manuel Del Potro, un avversario che nei 5 precedenti scontri – l’ultimo nella recente semifinale di Madrid – gli aveva sempre fatto il solletico, e che oggi ha comandato lungamente gli scambi, e la partita: 3-6 7-6 2-6 6-1 6-4 il punteggio finale per il fuoriclasse di Basilea. Lo svizzero ha dovuto rimontare due volte il set di svantaggio, prima di chiudere al quinto. Ma anche nella partita decisiva, Federer ha sudato freddo: in vantaggio Australia Open Tennissubito di un break, si è fatto raggiungere sul tre pari, per poi allungare, una volta per tutte, all’ottavo game. L’urlo liberatorio finale la dice lunga sullo stato d’animo dell’ex n.1 del mondo, che ha subito a lungo il violentissimo dritto dell’argentino.

Molto falloso, “corto” nello scambio e neanche troppo sicuro sul servizio, lo svizzero ha vinto soprattutto di esperienza e di tenuta mentale. E’ stato molto abile a vincere il tie-break del secondo set, in una partita che, se nel tennis si assegnassero le vittorie “ai punti”, sarebbe stata assegnata all’argentino, rimanendogli attaccato nel punteggio proprio quando Del Potro stava producendo il gioco migliore e lui il meno efficiente. E anche dopo il perentorio 6-2 della terza partita, non si è perso d’animo, ribaltando immediatamente la prospettiva nel set successivo. E sul finale, ha saputo capitalizzare al meglio le opportunità che l’argentino gli ha lasciato sul proprio servizio, ancora una volta senza perdersi d’animo dopo il controbreak.

Ora Federer affronterà Soderling per un posto ancora più importante nella storia del tennis. Lo svizzero, che da mercoledì detiene già un prestigioso record – 20 semifinali consecutive raggiunte nei tornei di Slam – oggi ne ha eguagliato un secondo: le 19 finali di slam raggiunte complessivamente in carriera, tante quante Ivan Lendl. Se dovesse vincere, arriverebbe il record più prestigioso: 14 vittorie di tornei Grand Slam, tante quante Pete Sampras, più di chiunque altro. Inoltre, sarebbe il sesto uomo a vincere almeno una volta in carriera tutti gli Slam, in un esclusivo club di cui fanno parte Don Budge e Rod Laver (che li hanno vinti nello stesso anno solare), oltre a Fred Perry, Roy Emerson e André Agassi.

Ma con Soderling sarà durissima. Anche se il bilancio dei precedenti è univocamente a favore dello svizzero – 9-0 e un set perso, sull’erba di Halle. Ma quello era un altro Soderling: grande colpitore di palla, ma altrettanto facile all’errore. Ma con la cura del nuovo coach, l’ex giocatore e connazionale Magnus Norman, tra l’altro ultimo finalista svedese a Parigi, è diventato un altro Soderling. Il 25enne di Tibro, verosimilmente, gli proporrà gli stessi problemi tecnico-tattici che ha dovuto affrontare contro Del Potro: grande servizio, terrificante botta di dritto, con in più una propensione al gioco di rete che potrebbe utilizzare attaccando lo svizzero sul rovescio. Oggi, in una semifinale che inizialmente ha dominato e poi è stato sull’orlo di perdere, Soderling, testa di serie n. 23 del torneo, ma già capace di eliminare Nadal e Davydenko doma il cileno Fernando Gonzalez (n. 11 ma già top 5) in cinque set. 6-3 7-5 5-7 4-6 6-4 il punteggio a favore dello scandinavo, che ha dominato per un set e mezzo, poi è sembrato subire il ritorno del sudamericano. Ma quando Gonzalez si è trovato, nel set decisivo, sul 4-2 e servizio, e sembrava ormai in grado di gestire un avversario che aveva perso in parte la straordinaria brillantezza dei primi due set, un nuovo ribaltamento di fronte, con Soderling capace di ritrovare la capacità di tirare vincenti, e il cileno a remare, e a sbagliare per primo.

Un match caratterizzato dall’incredibile numero di colpi vincenti, giocati da entrambi: alla fine saranno 90 – su 166 punti vinti – per Soderling, 83 – su 153 – per Gonzalez. Un gioco veloce, di autentiche bordate da fondo, soprattutto di dritto, ma con lo svedese che riusciva quasi sempre vincitore dal confronto diretto tra i due colpi migliori, i rispettivi dritti incrociati. Surclassato nel primo set, Gonzalez ha avuto il merito di rimanere sempre aggrappato all’avversario. E quando, dopo due set smarriti, lo svedese ha cominciato a commettere qualche errore in più, soprattutto di rovescio, il cileno è riuscito a portare a casa la terza partita, con un unico break conlcusivo. Forte anche di un servizio via via migliorato per efficacia, e con un Soderling che sembrava calato fisicamente, Gonzalez ha vinto anche il quarto, conquistando un break iniziale nel set conclusivo. Ma poi sul 4-2 e servizio, distratto forse anche da un paio di chiamate dubbie dei giudici di linea, il cileno ha subito il ritorno dello Svedese che ha inanellato 4 giochi consecutivi vincendo il match in 3 ore e 24 minuti di gioco. Per lui, la prima finale di slam in assoluto: suo miglior risultato nei quattro tornei major sinora, un terzo turno. Affronterà il vincente di Del Potro-Federer.

da LA REPUBBLICA

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