Feltri Ferrara d’addario

patrizia-daddario-3Caro Giampiero, tu e Ferrara avete delle ragioni e mi guardo dal confutarle. Vorrei solo ricordare le nostre battaglie a proposito del diritto a non essere linciati sulla base dei pettegolezzi, dei si dice, dei forse. Sono d’accordo, Berlusconi non è un cittadino qualsiasi, ma il presidente del Consiglio, obbligato quindi a salvare anche le forme.

Tuttavia, premier o non premier, non è lecito attribuirgli delle scorrettezze senza nemmeno esibire una prova, almeno una. Né è lecito pretendere che lui risponda alle domande di un giornale su reati non commessi, quantomeno non dimostrati.

Da aprile il Cavaliere vive sotto un bombardamento le cui finalità sono trasparenti: rovinargli la reputazione di uomo visto che quella politica è inattaccabile, e mandarlo comunque a casa perché liberarsi di lui significa dare spazio alle ambizioni di rilancio del Pd.

Lo hanno capito tutti che lo scopo dello sputtanamento organizzato di Silvio è questo. Perfino noi cronisti, scettici di professione, a forza di leggere sulla stampa illazioni di ogni tipo ci siamo persuasi che sotto sotto qualcosa di vero debba pur esserci. E dimentichiamo la vecchia regola: chi mette la cacca nel ventilatore ottiene sempre un risultato, perché qualche schizzo imbratta tutti.

Nel caso di Berlusconi, i ventilatori sono centomila e per alimentarli c’è materiale in abbondanza. Non bastano le lettere di Veronica, le foto a villa Certosa, le intercettazioni con Saccà, le voci di orge? Coraggio, una ragazza disinvolta pronta a recarsi – compensata – in un luogo col registratore nella borsetta si ingaggia facilmente.

Se aumentano le trappole, poi, aumentano anche le probabilità che un dito si fratturi. Siamo di fronte a una macchinazione inedita nel mondo politico italiano, ma i macchinisti sono vecchie volpi, non pare destinati a concludere la loro carriera in pellicceria.

Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi instancabilmente a una sfrenata attività sessuale, al punto che, per soddisfarsi, sarebbe indotto a ricorrere alle prestazioni remunerate delle squillo di pronto intervento. Fantasie.

Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l’età. I medici spiegano. Se la prostata è ingrossata si può intervenire chirurgicamente per ridurne il volume. Dopo di che rischi l’impotenza, ma non è detto; anzi. Se invece hai un cancrone proprio lì, la prostata va eliminata insieme al tumore. E allora, addio rapporti. Facendo strame della privacy, affermo che Silvio nel 1996 fu operato di cancro alla prostata all’Ospedale San Raffaele di Milano.

Caro Giampiero, so che tu hai avuto problemi del genere, e saprai: non racconto balle se dico buonanotte al sesso. Berlusconi ha quasi 73 anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli tranne uno: quello. Dichiarare che è un maniaco sessuale è semplicemente ridicolo. Ma vi sono quotidiani che hanno sprezzo del ridicolo, e insistono. Fossi in Silvio avrei la tentazione di andare in tivù a sbandierare il certificato del dottore.

I guai del Cavaliere tra l’altro sono cominciati dopo che il governo ha ripulito Napoli dalla immondizia, facendo un gran dispetto alla Camorra che notoriamente ne aveva fatto un business. Già. Da quel momento il premier non ha più avuto pace. Da Noemi a Patrizia D’Addario, la ragazza col registratore incorporato e la telecamera del cellulare in azione.

Quale sarà la prossima mossa di stile camorristico contro il presidente? Salterà su una cretina a dire: durante le cene e le feste nelle dimore presidenziali, a un determinato punto, venivano fuori da qualche tasca delle bustine di cocaina, e ci divertivamo come matti. Ne abbiamo combinate di tutti i colori.

Ecco un nuovo filone d’inchiesta. Interrogatori, intercettazioni di due anni orsono, testimonianze, giuramenti. E gli affaristi della spazzatura si faranno quattro risate. L’ho scritto cento volte: il Cavaliere ha sbagliato; a Casoria non si va neppure a bere un caffè in piazza. Figurati se è prudente andarci per rompere le scatole ai criminali.

Nei giorni venturi assisteremo a un macello. Gli italiani perdonano tutto eccetto la droga. La droga non c’è? La si inventa. E la barca dello sputtanamento va. Gli spacciatori di bugie sono numerosi, e chi è disposto a berle pure. In attesa della verità, secondo i registi della commedia “Casino Italia”, Berlusconi dovrebbe dimettersi.

Sarebbe una sciagura non soltanto per lui.

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