Filippo Facci La destra che c’è ci sono due leader come Giorgia Meloni e Matteo Salvini che tutto sommato si sono fatti da soli

Filippo Facci con la maschera di Sallusti alla prima della Scala 01La destra che c’è

Se i giornaloni parlano meno dei rivolgimenti del centrodestra rispetto a quelli del centrosinistra, anzitutto, è perché c’è meno di cui parlare (non ci sono congressi, primarie, correnti, dibattiti) e in secondo luogo c’è un riflesso che porta a straparlare di Berlusconi addirittura oltre la sua importanza. Il ritornello è sempre stato: oltre Berlusconi, il nulla. È sempre stato stravero, ma il risultato è che ora si sottovaluta quello che frattanto si è creato, e che cresce piano piano, senza partiti che nascano in due mesi e che becchino il 30 per cento come nel 1994. Si sottovaluta, per esempio, che ci sono due leader come Giorgia Meloni e Matteo Salvini che tutto sommato si sono fatti da soli (senza essere nati sotto un cavolo) e coi quali avremo a che fare per i prossimi vent’anni, diversamente da altri che non rappresentano un’evoluzione ma il suo impedimento, un tramonto per niente romantico. Si parla sempre di democrazia dal basso, e, al di là della loro buona resa mediatica, Meloni e Salvini i voti li raccattano soprattutto per strada. Altri due decimali, alle Europee, e Fratelli d’Italia sarebbe stata consacrata come un trionfo; la Lega è sempre data per morta e alla fine è sempre lì, senza timore di parlare in tv come farebbe nei mercati rionali. Molti trattano Meloni e Salvini come dei meri sostituti di Fini e Bossi, ma sbagliano: non li riunirete in nessun nuovo Pdl. Le cose cambiano. E stanno cambiando.

di Filippo Facci da liberoquotidiano.it

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