Finmeccanica esce da Stm

chip-stmFinmeccanica: “Usciremo”
E Stm cola a picco
di GIORGIO LONARDI
MILANO – Attento a come parli Pier Francesco! Potrebbe essere questa l’accorato appello inviato dagli azionisti di STMicroelectronics al numero uno di Finmeccanica Guarguaglini. Lui, Pier Francesco, è infatti l’involontario protagonista dello scivolone di Borsa del colosso dei microchip St che ieri ha perso il 6,83% guadagnando così la maglia nera di Piazza Affari. Una perdita, vale la pena di sottolineare, che in via indiretta coinvolge la stessa Finmeccanica che è pur sempre azionista di St con il 3,2% del pacchetto azionario.

Ma andiamo con ordine. In un’intervista al Sole 24 Ore del lunedì il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica rivela di essere intenzionato a vendere la propria quota nel produttore di microchip. Il ragionamento di Pier Francesco Guarguaglini non fa una grinza: Finmeccanica ha l’obiettivo di ridurre l’indebitamento cedendo una serie di attività e di pacchetti azionari per raccogliere nell’arco di quest’anno fra i 500 milioni e un miliardo di euro. E fra le attività da cedere egli citava “il residuo 3,2% in Stm”.

Il risultato di questa dichiarazione? Il titolo St è in picchiata del 3.5% già a mezza mattinata perché gli investitori temono che una valanga di azioni del gigante dei semiconduttori si riversi sul mercato
Non era finita. A mezzogiorno dal Salone di Le Bourget il povero Guarguaglini, pressato dai giornalisti sulla vicenda, ha precisato che Finmeccanica intende cedere il 3,2% in Stm “entro l’anno”. Poi ha aggiunto: “Stiamo parlando con il governo per cercare di ottemperare al nostro desiderio di vendere questa quota che per noi non è significativa. Invece l’intenzione del governo italiano è di mantenere la quota così come è intenzione del governo francese di fare altrettanto per la sua”. A questo punto gli investitori non sapevano più cosa pensare. E nel dubbio vendevano facendo crollare Stm del 5%.

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